L'Asia centrale collega l'enorme continente asiatico con l'Europa. L'UE riconosce la sua importanza strategica nelle rotte commerciali ed energetiche, nonché per quanto riguarda risorse quali gas, petrolio e minerali (in particolare oro, uranio e tutti i tipi di terre rare). Nel 2019 l'Unione ha aggiornato la sua strategia per l'Asia centrale, orientandola verso la resilienza (in settori quali i diritti umani, la sicurezza delle frontiere e l'ambiente), la prosperità (con particolare riguardo alla connettività) e la cooperazione regionale.
Il primo vertice UE-Asia centrale, tenutosi nell'aprile 2025, ha rappresentato una pietra miliare e ha offerto l'opportunità di migliorare le relazioni fino a creare un partenariato strategico, approfondire il commercio e porre l'accento sulla cooperazione economica nel settore energetico, sugli investimenti, sulla connettività di alta qualità, sulla digitalizzazione, sullo sviluppo sostenibile e sulla cooperazione in materia di sicurezza (comprese le minacce ibride). Un pacchetto di investimenti da 12 miliardi di EUR è previsto attraverso la strategia Global Gateway, con l'obiettivo di migliorare le rotte commerciali. Per l'UE è questa un'opportunità unica di dar prova del proprio interesse geopolitico a intensificare l'impegno bilaterale e a rafforzare la cooperazione regionale con l'Asia centrale, al fine di ridurre la sua dipendenza dalla Cina e dalla Russia nel contesto dei cambiamenti geopolitici globali. Il vertice si è inoltre concentrato sull'azione per il clima, sui diritti umani e sulle risorse strategiche (comprese le materie prime critiche).
Alla luce della situazione in Afghanistan, l'Asia centrale è diventata una regione fondamentale per la sicurezza e la stabilità. Le rivolte del gennaio 2022 in Kazakhstan, che si sono concluse dopo che l'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva ha inviato truppe a guida russa, e gli scontri alle frontiere tra i paesi dell'Asia centrale mettono in luce il rischio di instabilità in una regione sotto l'influenza di Mosca. Tale influenza in Asia centrale si sta tuttavia indebolendo a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina e della concentrazione delle truppe al fronte. Questo cambiamento ha fornito ai paesi dell'Asia centrale l'opportunità di emergere in quanto attori regionali più indipendenti e ha aperto nuove vie di partenariato e cooperazione con l'UE in settori quali l'energia, le materie prime e la connettività. Tuttavia, la Russia rimane uno dei principali fornitori di sicurezza nella regione, con strutture militari in tre dei cinque paesi dell'Asia centrale, controlla i due terzi delle importazioni di armi e sostiene i governi della regione.
Per quanto riguarda il commercio e gli investimenti, l'influenza cinese sta aumentando con l'iniziativa "Nuova via della seta". In risposta all'iniziativa, l'UE ha aumentato il proprio impegno e gli investimenti nella regione attraverso la strategia Global Gateway dell'UE. Tenendo conto dell'assistenza dei singoli Stati membri, l'UE è diventata il principale donatore in Asia centrale, con stanziamenti per oltre 550 milioni di EUR a favore del programma indicativo pluriennale regionale per l'Asia centrale 2021-2027. L'UE e l'Asia centrale hanno compiuto passi importanti attraverso la strategia «Global Gateway» dell'UE per sviluppare il corridoio di trasporto transcaspico, volto a creare una rotta multimodale, moderna e competitiva che colleghi l'Europa e l'Asia centrale.
Il Parlamento continua a sottolineare l'importanza del rispetto dei diritti umani, della buona governance e dello sviluppo sociale, ponendo in evidenza il ruolo della diplomazia parlamentare e sostenendo fermamente la democrazia e lo Stato di diritto.

Base giuridica

  • Titolo V del trattato sull'Unione europea: "Azione esterna";
  • articoli 206 e 207 (politica commerciale) e 216-219 (accordi internazionali) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;
  • accordi di partenariato e cooperazione (APC) che disciplinano le relazioni bilaterali, salvo per il Turkmenistan, con cui è stato stipulato un accordo interinale sugli scambi commerciali. Il nuovo accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione (ARPC) con il Kazakhstan è entrato pienamente in vigore il 1º marzo 2020. L'ARPC con il Kirghizistan è stato siglato nel luglio 2019, mentre sono in corso i negoziati con l'Uzbekistan. Anche il Tagikistan ha manifestato interesse nei confronti di un ARPC.

I paesi dell'Asia centrale e le relazioni UE-Asia centrale

Per anni le relazioni fra i paesi dell'Asia centrale sono state perlopiù problematiche, a causa di controversie riguardanti confini e risorse. Ciononostante, la situazione si è evoluta rapidamente a seguito dell'avvicendamento nella leadership uzbeka avvenuto nel 2016, evento che ha aperto nuove possibilità di cooperazione regionale.

I vertici periodici dei leader dei paesi dell'Asia centrale costituiscono il fondamento della diplomazia regionale. Il primo vertice dei leader dell'Asia centrale sulla cooperazione regionale si è tenuto ad Astana nel marzo 2018. Nell'agosto 2024, in occasione della sesta riunione consultiva dei capi di Stato asiatici ad Astana, i leader hanno approvato una tabella di marcia per la cooperazione regionale fino al 2027 e hanno introdotto la strategia Asia centrale – 2040. Tali iniziative mirano a migliorare il coordinamento intergovernativo, a rafforzare l'identità regionale e a promuovere l'integrazione economica. Le fonti energetiche rinnovabili sono altresì al centro dell'attenzione, in considerazione dell'enorme potenziale in termini di cooperazione e investimenti nella regione. L'economia regionale si trova attualmente in una situazione di incertezza a causa dell'invasione russa dell'Ucraina, dell'inflazione mondiale e dell'aumento dei prezzi delle materie prime.

Tutti i paesi dell'Asia centrale seguono una politica estera su più binari nel tentativo di trovare un equilibrio nei rapporti che intrattengono, in particolare, con la Russia, la Cina, l'UE e gli Stati Uniti. Anche le relazioni con la Turchia e l'Iran rivestono grande importanza. Il Turkmenistan è prevalentemente chiuso nei confronti del mondo esterno e il suo status di "neutralità permanente" è persino riconosciuto dalle Nazioni Unite. A seguito della presa di potere dei talebani nell'agosto 2021, la situazione in Afghanistan rappresenta non solo una problematica a livello mondiale, ma anche la principale preoccupazione dei governi dell'Asia centrale. L'intera regione dell'Asia centrale è diventata fondamentale per contenere l'estremismo religioso e le reti terroristiche, come pure il traffico di droga, all'interno dei suoi confini. A causa della crisi umanitaria in Afghanistan, l'Asia centrale è diventata una destinazione per un gran numero di rifugiati afghani, che sono quindi potenziali destinatari di un ulteriore sostegno dell'UE, con programmi bilaterali e regionali nell'ambito del programma indicativo pluriennale dell'UE 2021-2027.

La portata delle relazioni dell'Unione è legata alla disponibilità dei singoli paesi dell'Asia centrale a intraprendere riforme e a rafforzare la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto e l'indipendenza della magistratura. I paesi devono inoltre essere pronti a modernizzare e diversificare le loro economie, anche sostenendo il settore privato e le piccole e medie imprese. La strategia dell'UE per l'Asia centrale è stata approvata dal Consiglio nel giugno 2019. Per approfondire ulteriormente i legami bilaterali, l'UE sta negoziando ARPC con i paesi dell'Asia centrale. All'inizio del 2025 sono stati firmati o erano in via di finalizzazione gli ARPC con il Kazakhstan, il Kirghizistan e l'Uzbekistan, mentre i negoziati con il Tagikistan si sono conclusi.

La conferenza internazionale sulla connettività UE-Asia centrale (Global Gateway) si è tenuta nel novembre 2022 a Samarcanda, Uzbekistan. L'importanza di un approccio regionale e della cooperazione regionale è stata sottolineata anche in occasione delle riunioni ministeriali UE-Asia centrale. La 19ª riunione ministeriale UE-Asia centrale si è svolta nell'ottobre 2023. L'UE e l'Asia centrale hanno adottato una tabella di marcia comune per l'approfondimento dei legami, che delinea i settori e i punti d'azione per rafforzare le relazioni attraverso il dialogo e la cooperazione pratica. La tabella di marcia pone l'accento sul miglioramento della connettività, in particolare attraverso progetti commerciali, di investimento e infrastrutturali, in linea con l'iniziativa Global Gateway dell'UE.

Nel 2023 gli scambi di merci tra l'UE e l'Asia centrale ammontavano a 52,8 miliardi di EUR, con un'eccedenza commerciale di 12,4 miliardi di EUR a favore dell'Asia centrale. L'Asia centrale fornisce all'UE principalmente materie prime quali petrolio greggio, gas naturale, metalli e cotone. Viceversa, l'UE esporta principalmente macchinari, attrezzature di trasporto e prodotti finiti, che insieme rappresentano oltre la metà delle sue esportazioni totali nella regione. Il primo vertice UE-Asia centrale si è svolto nell'aprile 2025 a Samarcanda. In un panorama geopolitico globale e regionale in evoluzione, i leader dell'UE e dell'Asia centrale hanno ribadito il loro impegno ad approfondire la cooperazione e hanno deciso di approfondire le loro relazioni fino a creare un partenariato strategico.

Le attività del Parlamento europeo con l'Asia centrale sono condotte principalmente, tra i vari organi, dalla commissione per gli affari esteri (AFET), dalla commissione per il commercio internazionale (INTA), dalla commissione per la sicurezza e la difesa (SEDE), dalla sottocommissione per i diritti umani (DROI), dalla delegazione per le relazioni con l'Asia centrale (D-CAS), nonché tramite le commissioni parlamentari di cooperazione e la delegazione per le relazioni con l'Afghanistan (D-AF). Il Parlamento verifica l'attuazione degli accordi e rivolge particolare attenzione ad aspetti quali i diritti umani, la situazione politica, la cooperazione economica e allo sviluppo nonché i processi elettorali.

A seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022 e della decisione dell'UE di imporre una serie di pacchetti di sanzioni alla Russia, alcuni paesi dell'Asia centrale, in particolare Kazakhstan, Kirghizistan e Uzbekistan, sono diventati possibili poli di elusione delle sanzioni, come denunciato dalle risoluzioni del Parlamento.

Nel gennaio 2024 il Parlamento ha approvato una risoluzione sulla strategia dell'UE per l'Asia centrale, nella quale aggiorna il suo approccio globale alla regione e accoglie con favore i piani per il primo vertice UE-Asia centrale, che si è tenuto nell'aprile 2024. La risoluzione approva inoltre la tabella di marcia congiunta per l'approfondimento dei legami tra l'UE e l'Asia centrale dell'ottobre 2023, che funge da piano strategico per far progredire il dialogo e la cooperazione.

A. Kazakhstan

Il Parlamento europeo ha dato la sua approvazione all'ARPC con il Kazakhstan nel dicembre 2017, sottolineando l'importanza del principio "more for more" (maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno) al fine di stimolare le riforme politiche e socioeconomiche. L'ARPC UE-Kazakhstan è entrato in vigore nel marzo 2020.

L'ex presidente Nursultan Nazarbayev si è dimesso nel marzo 2019 dopo tre decenni al potere, ma in qualità di "leader supremo" e "padre della nazione" ha mantenuto un'influenza significativa e poteri formali fino al 2022.

Nel 2020 il Kazakhstan ha aderito al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici delle Nazioni Unite, un trattato multilaterale contenuto nella Carta internazionale dei diritti dell'uomo. Nel gennaio 2021 il Kazakhstan ha abolito la pena di morte dopo aver ratificato il secondo protocollo facoltativo al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici delle Nazioni Unite. Il Servizio europeo per l'azione esterna ha lodato questo passo.

Dopo lo scoppio delle proteste a seguito dell'impennata dei prezzi del gas liquefatto nel gennaio 2022, si sono registrate violenze ad opera di persone armate sconosciute, ben addestrate e organizzate. Il presidente Tokayev ha dichiarato lo stato di emergenza. In risposta alla richiesta del presidente Tokayev, l'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, un'alleanza militare guidata dalla Russia, ha accettato di inviare soldati ("forze di mantenimento della pace") in Kazakhstan provenienti da Russia, Bielorussia, Tagikistan, Armenia e Kirghizistan.

Il presidente Tokayev ha usato la crisi per incolpare la precedente amministrazione, consolidare il suo potere e porre fine all'accordo di doppio potere impostogli da Nazarbayev. Tokayev ha assunto la carica di presidente del Consiglio di sicurezza e ha nominato un nuovo primo ministro. I membri più importanti della famiglia di Nazarbayev hanno perso la loro posizione di influenza. Nel settembre 2022, il parlamento del Kazakhstan ha rinominato la capitale della nazione da Nur-Sultan ad Astana, l'ultima mossa per allontanare il paese dal primo presidente dell'ex repubblica sovietica Nursultan Nazarbayev.

Nel giugno 2022 il Kazakhstan ha tenuto un referendum costituzionale che ha introdotto modifiche sostanziali all'attuale equilibrio istituzionale del potere, riducendo peraltro il potere del presidente e rafforzando il ruolo del parlamento. Tali riforme miravano ad affrontare le preoccupazioni di lunga data circa la concentrazione del potere nella presidenza e a promuovere un sistema politico più equilibrato.

Le prospettive economiche del Kazakhstan per il 2025 rimangono cautamente ottimistiche, con una crescita del PIL stimata intorno al 4 %. Permangono tuttavia incertezze, in particolare per quanto riguarda la produzione petrolifera e le condizioni economiche mondiali. Il paese continua ad adoperarsi per conseguire l'obiettivo a lungo termine di rientrare tra le 30 nazioni più sviluppate al mondo entro il 2050, come indicato nella strategia Kazakhstan 2050. Il Kazakhstan continua a portare avanti la liberalizzazione e si adopera per adattarsi a un'economia a orientamento sociale. Il bilancio del paese per il periodo 2025-2027 mantiene un forte orientamento sociale, con investimenti significativi nell'istruzione, nella sanità e nei programmi sociali. Il governo ha intensificato la lotta contro la corruzione.

L'UE è il principale partner commerciale del Kazakhstan e il maggiore investitore estero. Nel 2024 le esportazioni del Kazakhstan verso l'UE sono ammontate a 33,5 miliardi di EUR, mentre le importazioni dall'UE verso il Kazakhstan hanno raggiunto gli 11,5 miliardi di EUR. In generale, gli scambi di merci sono aumentati del 6 % rispetto al 2023.

Nel marzo 2023 il Kazakhstan ha tenuto elezioni parlamentari anticipate, attuando un sistema elettorale misto con il 70 % dei seggi assegnati su base proporzionale e il 30 % su base maggioritaria. A seguito delle elezioni, il partito Amanat (ex Nur-Otan) ha ottenuto la maggioranza con il 53,9 % dei voti, assicurandosi 64 seggi su 98 nel Májilis (camera bassa).

Nell'ottobre 2024 l'UE e il Kazakhstan hanno tenuto la 21ª riunione del consiglio di cooperazione, incentrata sul miglioramento dei collegamenti di trasporto, in particolare il corridoio di trasporto transcaspico. Entrambe le parti hanno riconosciuto i progressi compiuti per quanto riguarda l'accordo orizzontale nel settore del trasporto aereo e il loro partenariato sulle materie prime critiche. Hanno inoltre discusso i prossimi accordi di facilitazione del rilascio dei visti e di riammissione. L'UE ha elogiato il contributo del Kazakhstan alla sicurezza energetica e il suo impegno a conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2060, nonché la sua adesione all'impegno mondiale sul metano.

Il Parlamento non osserva le elezioni in Kazakhstan dal 2005. L'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE/ODIHR) ha inviato osservatori elettorali in Kazakhstan. L'OSCE/ODIHR ha inviato una missione di osservazione elettorale alle elezioni parlamentari anticipate del marzo 2023 in risposta alle preoccupazioni circa l'assenza di una vera e propria opposizione al partito Amanat (ex Nur-Otan) e a causa del mancato rispetto, da parte del Kazakhstan, delle raccomandazioni relative alle libertà fondamentali, all'imparzialità dell'amministrazione elettorale e all'eleggibilità.

Il Parlamento ha evidenziato la necessità di garantire le libertà fondamentali, di porre fine alla detenzione arbitraria degli attivisti per i diritti umani e dei membri dei movimenti di opposizione politica, nonché di garantire il rispetto delle persone LGBTIQA+ e la sicurezza dell'etnia kazaka e di altri gruppi etnici minoritari. Ha inoltre chiesto di prevedere la possibilità di imporre sanzioni individuali nei confronti dei funzionari kazaki direttamente responsabili di violazioni dei diritti umani.

Nel gennaio 2022 il Parlamento ha approvato una risoluzione sulle proteste e le violenze in Kazakhstan, ribadendo la sua preoccupazione per le violazioni dei diritti umani a seguito dello scoppio delle proteste nel paese, compreso il diffuso ricorso alla tortura e il mancato rispetto della democrazia.

La commissione parlamentare di cooperazione UE-Kazakistan è responsabile della gestione delle relazioni tra i due parlamenti. Nei mesi di ottobre e novembre 2024 si è svolta la 21ª riunione della commissione parlamentare di cooperazione UE-Kazakhstan, che è stata incentrata sul rafforzamento delle relazioni politiche ed economiche e sull'evasione delle sanzioni, sul corridoio di trasporto transcaspico, sulla collaborazione in materia di energia e sui cambiamenti climatici. Il Parlamento ha evidenziato l'importanza della diversità politica e della libertà dei media in Kazakhstan e ha avviato un dialogo con i difensori dei diritti umani e gli attivisti.

B. Kirghizistan

L'attuale APC UE-Kirghizistan del 2019 sarà sostituito dall'ARPC, che è stato firmato nel giugno 2024 ma non ancora ratificato. L'ARPC copre un'ampia gamma di settori, tra cui il dialogo politico, il commercio e gli investimenti, lo sviluppo sostenibile, la ricerca e l'innovazione, l'istruzione, l'ambiente e i cambiamenti climatici, nonché lo Stato di diritto, i diritti umani e la società civile. Consente inoltre la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza, compresa la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi e la stabilità regionale.

L'UE è uno dei principali promotori dello sviluppo sostenibile e di riforme in Kirghizistan. Il programma indicativo pluriennale 2021-2027 risponde alla strategia di sviluppo nazionale del Kirghizistan per il 2040, che definisce una tabella di marcia a lungo termine finalizzata a renderlo un paese forte, autosufficiente e prospero.

L'attuale partenariato UE-Kirghizistan è incentrato sulla resilienza ai cambiamenti climatici, sulle infrastrutture energetiche e sul sostegno ai giovani. Tra le principali iniziative figurano il programma kirghiso per le risorse idriche resilienti, che combina un prestito di 42 milioni di EUR della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e una sovvenzione dell'UE di 15 milioni di EUR per migliorare la gestione delle risorse idriche. L'UE ha inoltre adottato un'iniziativa per un valore di 5 milioni di EUR incentrata sui giovani, la parità di genere e i diritti umani. Inoltre, l'UE continua a offrire ogni anno oltre 300 borse di studio agli studenti kirghisi, tutte in linea con la strategia Global Gateway dell'UE per lo sviluppo sostenibile.

L'OSCE/ODIHR osserva regolarmente le elezioni parlamentari e le elezioni presidenziali. Le elezioni parlamentari in Kirghizistan si sono svolte nell'ottobre 2020 e sono state successivamente invalidate a seguito di proteste di massa contro le irregolarità e i voti di scambio. Il presidente del Kirghizistan, Sooronbay Jeenbekov, si è dimesso nell'ottobre 2020 e le elezioni presidenziali si sono svolte nel gennaio 2021, in seguito alle quali Sadyr Japarov si è insediato come sesto presidente del Kirghizistan. L'UE ha rilevato una scarsa affluenza alle urne, la mancanza di condizioni di parità per i candidati, una serie di violazioni relative alle procedure di campagna elettorale e un abuso di risorse amministrative, come segnalato dall'OSCE/ODIHR.

In un referendum tenutosi nell'aprile 2021, gli elettori hanno approvato una nuova costituzione al fine di ridurre le dimensioni del parlamento del 25 % a 90 seggi. Ha inoltre conferito al presidente il potere di nominare giudici e capi delle forze dell'ordine e ha sostituito la legge che consentiva al presidente un solo mandato a favore della rielezione per un secondo mandato. Le ultime elezioni parlamentari nel paese si sono svolte nel novembre 2021 e le prossime elezioni parlamentari sono attualmente previste per il 2025.

Nel novembre 2024 l'UE e il Kirghizistan hanno tenuto il 14° dialogo sui diritti umani, il primo dalla firma dell'ARPC nel giugno 2024. L'UE ha espresso preoccupazione per il restrittivo disegno di legge kirghiso dell'aprile 2024 sugli agenti stranieri, che segue il modello della legislazione russa, e ha sottolineato il potenziale malcontento da parte dell'opinione pubblica. L'UE ha inoltre sollevato il tema della libertà di espressione, dei media, di riunione e di associazione. L'UE ha sottolineato la riduzione dello spazio a disposizione della società civile, evidenziando il ruolo fondamentale che le organizzazioni della società civile e i media indipendenti svolgono nel garantire la stabilità di una società democratica.

Dal 2016 il Kirghizistan beneficia di un accesso al mercato dell'UE in esenzione da dazi e contingenti per due terzi dei suoi prodotti nell'ambito del sistema di preferenze generalizzate plus (SPG +), fatto che ha permesso di rafforzare i legami economici e creare opportunità per aumentare e diversificare le esportazioni. Nel 2024 gli scambi commerciali tra l'UE e il Kirghizistan hanno raggiunto un valore di 2,8 miliardi di EUR. Le esportazioni dell'UE verso il Kirghizistan sono state valutate a 2,7 miliardi di EUR, costituite principalmente da attrezzature di trasporto, macchinari e prodotti chimici. Le importazioni dell'UE dal Kirghizistan erano in gran parte costituite da metalli preziosi e prodotti minerali.

Il Parlamento è profondamente preoccupato per il rispetto dei diritti umani in Kirghizistan. Un'indagine sulla morte mentre si trovava in stato di detenzione del difensore dei diritti umani Azimjon Askarov nel luglio 2020 è stata chiusa e poi riaperta.

Il Parlamento ha accolto con favore il cessate il fuoco annunciato a seguito degli scontri al confine tra Kirghizistan e Tagikistan nell'aprile 2021, invitando entrambe le parti a condurre trattative diplomatiche anziché dare avvio a scontri militari. Il conflitto in corso al confine tra Kirghizistan e Tagikistan ha causato centinaia di morti e feriti, nonché migliaia di sfollati. Il Kirghizistan è un partner fondamentale della diplomazia parlamentare europea con cui si intrattengono contatti regolari e discussioni aperte sullo stato dei diritti umani nel paese, sulla sua posizione in merito alla Russia e sulla guerra contro l'Ucraina. Nel luglio 2023 il Parlamento ha approvato una risoluzione sulla libertà di espressione in Kirghizistan, in risposta al controverso progetto di legge kirghiso sui media e le ONG. Si è trattato di uno dei principali temi del dialogo interparlamentare in occasione della visita della delegazione D-CAS in Kirghizistan nel dicembre 2023 per tenere la 16ª commissione di cooperazione parlamentare UE-Repubblica del Kirghizistan.

Nel 2015 il Parlamento ha espresso preoccupazione in merito ai progetti di legge sulla "propaganda" LGBTIQA+.Nell'agosto 2023 il Kirghizistan ha adottato una nuova legge che mira a limitare la libertà di espressione e l'accesso alle informazioni sulle persone LGBTIQA+ e sulle loro identità, i loro diritti e la loro vita.

La risoluzione del Parlamento sulla situazione dei diritti umani in Kirghizistan del dicembre 2024 ha sollevato preoccupazioni in merito all'arresto di Temirlan Sultanbekov, leader del partito socialdemocratico kirghiso, insieme ad altri attivisti filodemocratici, mettendo in discussione la legittimità delle loro detenzioni in vista delle elezioni comunali del novembre 2024. La risoluzione criticava il declino delle pratiche democratiche e dei diritti umani in Kirghizistan, compresa la repressione dei media indipendenti e dei partiti di opposizione. Il Parlamento insiste sul rispetto degli impegni in materia di diritti umani nel quadro del partenariato UE-Kirghizistan.

Il Parlamento ha accolto con favore la cooperazione transfrontaliera e la demarcazione dei confini tra Kirghizistan e Uzbekistan e tra Kirghizistan e Tagikistan, confermata durante la riunione dei leader di Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan nel gennaio 2025.

C. Uzbekistan

L'Uzbekistan è diventato il nono paese beneficiario del regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo (SPG+) dell'UE nell'aprile 2021. A seguito di tale adesione, l'Uzbekistan riceve vantaggi economici aggiuntivi a causa dell'eliminazione dei dazi per due terzi delle linee di prodotti che rientrano nel regime SPG+. Tale strumento è un impulso alle esportazioni del paese e alla sua capacità di attrarre investimenti esteri. A sua volta, l'Uzbekistan è tenuto ad attuare 27 convenzioni internazionali fondamentali sul buon governo, i diritti umani e il lavoro e la protezione dell'ambiente e del clima.

Nel luglio 2022, l'UE e l'Uzbekistan hanno completato i negoziati per un nuovo ARPC, teso a fornire un nuovo, moderno e ambizioso quadro per rafforzare il partenariato UE-Uzbekistan. La 19ª riunione annuale del comitato di cooperazione UE-Uzbekistan si è tenuta nel dicembre 2023 a Tashkent. Le due parti hanno proceduto a uno scambio di opinioni sull'ulteriore sviluppo della cooperazione in ambito finanziario, tecnico, commerciale, economico e di investimenti, concentrandosi su misure volte a liberalizzare e semplificare le procedure commerciali utilizzando i vantaggi dell'SPG+. Entrambe le parti hanno messo in evidenza gli sforzi volti a promuovere l'efficienza energetica e i progetti di energia verde, nonché la cooperazione nell'espansione dei trasporti, compresa la rotta di trasporto internazionale transcaspica.

Nel 2024 l'Uzbekistan ha importato dall'UE merci per un valore di 3 959 milioni di EUR, mentre le sue esportazioni verso l'UE sono ammontate a 845 milioni di EUR, il che corrisponde a un aumento dell'8,2 % rispetto al 2023. Lo status SPG+ ha contribuito a questa crescita e le esportazioni dell'Uzbekistan verso l'UE hanno registrato aumenti sostanziali dal 2021.

Il programma indicativo pluriennale 2021-2027 dell'UE per l'Uzbekistan ha stanziato 76 milioni di EUR per il periodo 2021-2024 e altri 43 milioni di EUR per nuove iniziative bilaterali per il periodo 2025-2027, incentrate sul rafforzamento della governance democratica, sui progressi della trasformazione digitale, sulla promozione di una crescita economica inclusiva e sostenibile e sulla promozione dello sviluppo di un settore agroalimentare intelligente e rispettoso dell'ambiente.

Dall'insediamento del presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev nel 2016 si sono verificati ampi e rapidi cambiamenti democratici. Si tratta di sviluppi positivi, che comprendono diverse riforme ambiziose e cambiamenti interni, come il rilascio di un certo numero di prigionieri politici.

Nel febbraio 2021, Mirziyoev ha firmato una legge per rinviare le elezioni presidenziali all'ottobre 2021. L'OSCE/ODIHR ha ribadito le sue raccomandazioni per quanto concerne il finanziamento dei partiti, l'accelerazione del conteggio dei voti e la riduzione delle risorse statali per le campagne elettorali. Nel luglio 2023 il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev è stato rieletto con l'87,1 % dei voti. Egli prosegue le ambiziose riforme previste nell'ambito della strategia di sviluppo 2022-2026, volte a realizzare un autentico cambiamento nel paese in termini di sviluppo socioeconomico; un'amministrazione efficiente; un sistema giudiziario più indipendente; nonché il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

L'Uzbekistan ha avviato il dialogo con i talebani su questioni commerciali e legate all'interazione economica, garantendo la sicurezza delle frontiere e la cooperazione in materia di energia, di trasporti e del trasporto internazionale di merci, nonché del progetto ferroviario che collega la città uzbeka di confine Termez alla città pakistana di Peshawar attraverso le città afghane di Mazar-i-Sharif e Kabul.

Le relazioni tra l'Uzbekistan e la Russia sono state rafforzate sotto il presidente Mirziyoyev. L'Uzbekistan si è astenuto dal condannare l'invasione russa dell'Ucraina in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, adottando ufficialmente una posizione "neutrale". La Russia e l'Uzbekistan intrattengono una cooperazione tecnico-militare che riguarda l'acquisizione congiunta di armi, la ricerca e gli sforzi di modernizzazione. Inoltre, in qualità di importante partner commerciale, la Russia collabora con l'Uzbekistan nel settore del petrolio e del gas. Nel gennaio 2025 la Russia e l'Uzbekistan hanno formalizzato un partenariato strategico militare, unitamente a iniziative strategiche più ampie che si protraggono fino al 2030.

Nel gennaio 2024 il presidente cinese Xi Jinping ha tenuto colloqui con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev. Hanno annunciato che la Cina e l'Uzbekistan hanno deciso di sviluppare un partenariato strategico globale e onnicomprensivo per una nuova era.

Il Parlamento è stato invitato per la prima volta a monitorare le elezioni legislative in Uzbekistan nel dicembre 2019, ma si è rifiutato sostenendo che non fossero né libere né eque e sottolineando il fatto che tutti i candidati provenivano da partiti favorevoli al regime. Le elezioni sono state pertanto monitorate solo dall'OSCE/ODIHR.

Il Parlamento ha accettato l'invito a monitorare le elezioni presidenziali dell'ottobre 2021 sebbene i cinque candidati registrati dalla Commissione elettorale centrale fossero presumibilmente favorevoli al governo.

La 17ª riunione della commissione parlamentare di cooperazione UE-Uzbekistan si è svolta nel dicembre 2024 e la 18ª riunione della commissione parlamentare di cooperazione nell'aprile 2025, evidenziando gli sforzi volti a rafforzare il partenariato e i settori chiave di collaborazione. I partecipanti hanno discusso della cooperazione interparlamentare e di progetti comuni in materia di sviluppo sostenibile, commercio, energia e ambiente.

D. Turkmenistan

Le relazioni formali UE-Turkmenistan sono nate nel 1997 e le due parti hanno firmato un APC nel 1998. Tutti gli Stati membri dell'UE e il Turkmenistan hanno già ratificato l'APC dal 2004. La ratifica da parte del Parlamento europeo è l'ultimo requisito rimanente per finalizzarlo. Il Parlamento ha rifiutato di dare il proprio consenso alla ratifica dell'APC UE-Turkmenistan a causa della sua profonda preoccupazione per i parametri di riferimento a breve termine relativi ai progressi del Turkmenistan in materia di diritti umani e libertà fondamentali. Pertanto, le relazioni bilaterali UE-Turkmenistan sono attualmente disciplinate dall'Accordo commerciale interinale del 2010. Nel marzo 2024 il Turkmenistan e l'UE hanno firmato a Bruxelles un protocollo all'APC, che ha segnato una tappa fondamentale verso il rafforzamento del loro partenariato e ha spianato la strada a una cooperazione rafforzata.

Il Turkmenistan ha adottato misure per aprire il paese e creare più spazio per le organizzazioni della società civile. Tuttavia, il paese continua a essere controllato dal regime autoritario del presidente Berdymukhamedov. I recenti sviluppi mostrano che l'evoluzione democratica non ha compiuto progressi e che la situazione dei diritti umani non è particolarmente migliorata. Nel 2021 il Turkmenistan ha introdotto alcune riforme costituzionali, tra cui la creazione di una camera alta, ma il ruolo del parlamento turkmeno è ancora limitato.

Oltre ai quadri regionali UE-Asia centrale, l'UE e il Turkmenistan intrattengono dialoghi bilaterali annuali: il comitato misto UE-Turkmenistan e il dialogo UE-Turkmenistan sui diritti umani. Il 23° comitato misto si è tenuto nel dicembre 2024 per sviluppare ulteriormente il partenariato e la cooperazione, in particolare nei settori del commercio, della connettività, dell'energia e dell'ambiente. L'UE ha ribadito che lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani sono aspetti fondamentali delle relazioni tra l'UE e il Turkmenistan. Il 16º dialogo annuale sui diritti umani UE-Turkmenistan si è tenuto nel giugno 2024. Le discussioni si sono incentrate sulle misure concrete adottate dal Turkmenistan per migliorare la situazione dei diritti umani nel paese, anche per le persone i cui diritti umani sono stati violati, nonché sulle condizioni nei centri di detenzione e nelle carceri e sulla violenza di genere.

Nel 2014 il Turkmenistan e la Turchia hanno convenuto di trasportare gas attraverso il gasdotto transanatolico, che attualmente trasporta gas dal giacimento azero Shah Deniz. Inoltre, nel 2021 la società Trans Caspian Resources ha presentato la sua proposta per l'interconnettore transcaspico, un gasdotto più piccolo progettato per trasportare 10-12 miliardi di metri cubi di gas all'anno. A seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022, l'UE ha cercato fonti energetiche alternative, tra cui il gas del Turkmenistan. Entrambe le parti stanno negoziando un accordo, con il Turkmenistan che intende diversificare le esportazioni e l'UE alla ricerca di nuovi approvvigionamenti.

Il Parlamento europeo ha espresso costante preoccupazione per la situazione precaria dei diritti umani in Turkmenistan e, di conseguenza, ha finora bloccato l'entrata in vigore dell'APC. Il Parlamento non è mai stato invitato a monitorare le elezioni in Turkmenistan. Nel febbraio 2025 la delegazione del Parlamento per le relazioni con l'Asia centrale si è recata in Turkmenistan per l'8° dialogo interparlamentare. I colloqui si sono incentrati sulle risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sul Turkmenistan, sui diritti umani, sulle riforme in materia di parità di genere e sui settori della cooperazione bilaterale. Entrambe le parti hanno sottolineato la posizione neutrale del Turkmenistan in materia di sicurezza regionale e il suo ruolo strategico nei settori dell'energia e dei trasporti. Hanno ribadito il loro impegno a favore della conservazione dell'ambiente, delle riforme giuridiche e della collaborazione parlamentare. La delegazione ha inoltre avviato un dialogo con le organizzazioni della società civile turkmene per affrontare la questione dei diritti umani, del progresso sociale e del rafforzamento delle relazioni tra governo e società civile.

E. Tagikistan

L'impegno dell'UE nei confronti del Tagikistan si è sviluppato in modo significativo. L'attuale quadro giuridico per le relazioni UE-Tagikistan è l'APC firmato nell'ottobre 2004 ed entrato in vigore nel gennaio 2010. Il Parlamento ha acconsentito alla conclusione dell'APC nel 2009, ma ha chiesto miglioramenti in materia di diritti umani, corruzione, sanità e istruzione. L'APC ha contribuito a rafforzare la cooperazione bilaterale e a innalzare il profilo dell'UE in Tagikistan, creando una piattaforma per il dialogo politico e mirando alla promozione delle relazioni commerciali ed economiche bilaterali. Comprende inoltre articoli sulla cooperazione in materia di migrazione e sulla lotta al riciclaggio di denaro, alla droga e al terrorismo.

L'UE ha dimostrato il proprio impegno a sostenere lo sviluppo sostenibile del Tagikistan attraverso iniziative incentrate su settori chiave quali lo sviluppo umano, l'economia verde e digitale inclusiva, la gestione delle risorse idriche, i cambiamenti climatici, l'energia e la connettività dei trasporti.

Il Tagikistan è un importante partner dell'UE e attualmente si trova ad affrontare diverse sfide, come l'impatto delle sanzioni internazionali e il ritorno di molti migranti tagiki dalla Russia a seguito dell'invasione dell'Ucraina, la situazione critica dei diritti umani e il forte interesse ad aderire al regime preferenziale commerciale SPG+. Dopo la presa del potere da parte dei talebani in Afghanistan, il Tagikistan ha ospitato migliaia di rifugiati afgani. Il paese è impegnato nella lotta contro la diffusione dell'estremismo e del radicalismo in Asia centrale.

All'inizio del 2023 l'UE e il Tagikistan hanno avviato i negoziati per la stipula di un ARPC. La 10ª sessione del Consiglio di cooperazione UE-Tagikistan si è tenuta nel giugno 2023 a Lussemburgo. Da allora sono stati avviati contatti per iniziare i negoziati per un ARPC, seguendo l'esempio di altri paesi dell'Asia centrale. L'UE sta incoraggiando il Tagikistan a migliorare il proprio operato in materia di libertà fondamentali e rispetto dei diritti umani. Nell'aprile 2024 l'UE e il Tagikistan hanno tenuto il terzo ciclo di negoziati a Dusanbe. Il 15º dialogo sui diritti umani si è svolto nel novembre 2024.

Nel 2024 le esportazioni del Tagikistan verso l'UE sono aumentate del 67 %, raggiungendo un importo di 291 milioni di EUR, mentre le importazioni dall'UE verso il Tagikistan hanno raggiunto i 275 milioni di EUR. L'impegno dell'UE in Tagikistan va oltre i legami economici, includendo settori quali l'istruzione, la formazione professionale e il sostegno alla società civile.

Nelle elezioni parlamentari tenutesi in Tagikistan nel marzo 2025, il Partito democratico popolare al governo ha ottenuto 49 seggi su 63. Si è trattato della prima elezione di questo tipo in 25 anni senza la presenza di osservatori occidentali indipendenti, in quanto la missione dell'OSCE è stata annullata a causa della mancata fornitura di garanzie di accreditamento da parte delle autorità tagike. Sebbene altri cinque partiti abbiano partecipato alle elezioni, sono stati esclusi i gruppi di opposizione fortemente opposti al regime.

Il Parlamento ha espresso forti critiche in merito al deterioramento dei diritti umani, all'aumento del numero di detenzioni e arresti di attivisti per i diritti umani, oppositori politici e loro familiari e alle severe restrizioni imposte ai media indipendenti.

Il Parlamento ha ripetutamente espresso preoccupazione per gli scontri al confine tra Kirghizistan e Tagikistan e ha accolto con favore l'accordo di cessate il fuoco raggiunto nell'aprile 2021. Tuttavia, nel settembre 2022, la violenza tra le guardie di frontiera è aumentata lungo vari siti. Nel febbraio 2024 il Kirghizistan e il Tagikistan hanno raggiunto un accordo per porre fine a decenni di aspre controversie concordando la delimitazione del 90 % del territorio precedentemente contestato. Il Parlamento ha accolto con favore la cooperazione transfrontaliera e la demarcazione dei confini tra Kirghizistan e Tagikistan, confermata durante la riunione dei leader di Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan nel gennaio 2025.

Nel luglio 2022 il Parlamento ha approvato una risoluzione sul deterioramento della situazione nella provincia autonoma di Gorno-Badakhshan e ha ribadito la propria preoccupazione per il peggioramento della situazione dei diritti umani nel paese nella sua risoluzione del gennaio 2024 sulla repressione dello Stato contro i media indipendenti.

L'11ª riunione della commissione parlamentare di cooperazione UE-Tagikistan si è tenuta a Bruxelles nel dicembre 2024 e sono state affrontate questioni quali la posizione neutrale del Tagikistan in merito alla guerra della Russia in Ucraina, la cooperazione economica e commerciale, l'impatto dei cambiamenti climatici in Asia centrale e la situazione dei diritti umani in Tagikistan.

Il Parlamento sta intensificando il suo controllo sul deterioramento dei diritti umani nel paese. Miglioramenti in questo settore sono essenziali per rafforzare ulteriormente le relazioni bilaterali tra il Tagikistan e l'UE.

F. Mongolia

La Mongolia, pur non essendo inclusa nella strategia dell'UE per l'Asia centrale, è classificata dal Parlamento come parte della regione nell'ambito delle delegazioni permanenti. La Mongolia condivide numerosi aspetti culturali, storici ed economici con le ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale. Nel corso dell'ultimo trentennio il paese si è contraddistinto come «oasi di democrazia» con una solida crescita economica, sebbene gli sviluppi del 2019 abbiano destato preoccupazioni in merito all'erosione democratica. Nel 2017, il Parlamento europeo ha dato la sua approvazione all'APC fra l'UE e la Mongolia.

L'assetto politico della Mongolia è attualmente dominato dal consolidamento del Partito popolare della Mongolia, che detiene un'ampia maggioranza nel parlamento mongolo nonché il controllo presidenziale. Le elezioni parlamentari del giugno 2024 in Mongolia hanno introdotto una riforma costituzionale, ampliando il parlamento e reintroducendo un sistema elettorale misto. Il Partito popolare della Mongolia ha ottenuto una leggera maggioranza al Grande Hural di Stato, composto da 126 seggi. La rappresentanza femminile è aumentata dal 17,3 % al 25,4 %. Tra i temi chiave delle elezioni figuravano la corruzione, l'economia, la disoccupazione e l'inflazione.

La 23ª riunione del comitato misto UE-Mongolia si è tenuta a Ulan-Bator nell'aprile 2025. In tale occasione è stato riaffermato il partenariato basato su valori condivisi come la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto e il rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite. Il comitato si è concentrato sul rafforzamento della collaborazione nel settore delle energie rinnovabili e della transizione verde, nonché sull'aumento del fatturato commerciale aumentando l'SPG+ dell'UE. Le due parti hanno inoltre proceduto a uno scambio di opinioni sull'effettiva attuazione delle misure delineate nella tabella di marcia per il memorandum d'intesa sul partenariato forestale. Le due parti hanno discusso dei progressi compiuti nell'attuazione del programma indicativo pluriennale 2021-2027 per la Mongolia.

Le dichiarazioni del Parlamento sulla Mongolia hanno riguardato principalmente gli aspetti economici, ma hanno fatto riferimento anche alle esigenze umanitarie e di sviluppo del paese legate alle condizioni meteorologiche estreme. Una delegazione del Parlamento europeo ha monitorato le elezioni parlamentari del 2016 e le elezioni presidenziali del 2017 in Mongolia, e ha rilevato che il paese sta sviluppando una democrazia solida. Tuttavia, il Parlamento non ha monitorato le elezioni parlamentari del giugno 2020 a causa della pandemia di COVID-19, né le elezioni presidenziali del giugno 2021.

La 16ª riunione interparlamentare UE-Mongolia si è svolta nel settembre 2023 a Ulan-Bator. La delegazione ha elogiato la promozione della democrazia da parte della Mongolia e ha avuto contatti diretti con vari rappresentanti della società mongola, tra cui incontri con studenti, insegnanti e l'università nazionale; le più alte autorità buddiste tibetane del paese; molte ONG; nonché beneficiari di progetti finanziati dall'UE. La 17ª riunione interparlamentare UE-Mongolia, tenutasi a Bruxelles nel marzo 2025, è stata incentrata sulle relazioni bilaterali, sulle questioni geostrategiche regionali, sui diritti umani, sui cambiamenti climatici, sulla connettività e sui contatti interpersonali.

 

Jorge Soutullo / Niccolò Rinaldi