Relazioni con le organizzazioni della società civile
L'Europa vanta una società civile dinamica ed eterogenea, rappresentata da organizzazioni attive a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Il Parlamento europeo – l'unica istituzione dell'Unione europea i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini – si impegna a mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con tali organizzazioni, per far sì che la loro voce sia ascoltata nel corso del processo legislativo e che le esigenze e le aspirazioni della cittadinanza trovino riscontro nelle politiche dell'UE.
Il Parlamento promuove questo scambio attraverso consultazioni e forum periodici e trasparenti. L'obiettivo è instaurare un dialogo strutturato che garantisca un'interazione costante; rafforzare la partecipazione democratica; sviluppare competenze nell'elaborazione delle politiche e fare in modo che l'UE continui a dare risposte alle preoccupazioni dei suoi cittadini.
Dialogando con la società civile, il Parlamento assicura che le diverse prospettive contribuiscano a plasmare i dibattiti e a orientare il processo decisionale europeo.
Contesto
Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona nel 2009, la democrazia partecipativa è diventata un principio costituzionale dell'Unione europea, che mira a rafforzarne la legittimità democratica. L'articolo 11 del trattato sull'Unione europea promuove un processo di elaborazione delle politiche inclusivo, trasparente e partecipativo. L'articolo recita:
- "[l]e istituzioni danno ai cittadini e alle associazioni rappresentative, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione.
- Le istituzioni mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile.
- Al fine di assicurare la coerenza e la trasparenza delle azioni dell'Unione, la Commissione europea procede ad ampie consultazioni delle parti interessate.
- Cittadini dell'Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l'iniziativa d'invitare la Commissione europea, nell'ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell'Unione ai fini dell'attuazione dei trattati.
- Le procedure e le condizioni necessarie per la presentazione di una iniziativa dei cittadini sono stabilite conformemente all'articolo 24, primo comma del trattato sul funzionamento dell'Unione europea".
Il paragrafo 1 codifica e rafforza il principio della democrazia partecipativa, che viene sancito come valore fondamentale dell'Unione europea.
Il paragrafo 2 formalizza il processo del "dialogo civile", promuovendo un'interazione aperta, trasparente e inclusiva tra la società civile e le istituzioni dell'UE al fine di contribuire all'elaborazione e all'attuazione delle politiche.
Il paragrafo 3 impone alla Commissione europea di garantire che il processo di elaborazione delle politiche sia trasparente e basato su dati concreti, anche attraverso lo svolgimento di consultazioni pubbliche.
Il paragrafo 4 istituisce l'iniziativa dei cittadini europei (ICE), uno strumento che consente ai cittadini di chiedere alla Commissione europea di presentare proposte legislative nei settori di competenza dell'UE.
Conformemente all'articolo 27, paragrafo 5, del regolamento del Parlamento europeo, la Presidente ha affidato a due vicepresidenti il compito di condurre consultazioni strutturate con la società civile europea.
I vicepresidenti responsabili delle relazioni con le organizzazioni della società civile, compresa l'iniziativa dei cittadini europei, sono Katarina Barley e Nicolae Ștefănuă.
Messaggio di Katarina Barley e Nicolae Ștefănuă, vicepresidenti del Parlamento europeo
A livello europeo il dialogo con la società civile vanta una lunga tradizione. Dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona, e conformemente all'articolo 11 del trattato sull'Unione europea, è persino sancito come obbligo costituzionale. E per un valido motivo: un dialogo aperto e costruttivo con la società civile europea in tutta la sua diversità garantisce che tutte le voci e le opinioni siano ascoltate e tenute in considerazione a livello europeo. Il contatto diretto con i responsabili politici dell'UE non deve infatti essere un privilegio legato a interessi economici che possono contare su ingenti finanziamenti. Le organizzazioni della società civile raccolgono le preoccupazioni sociali e le trasmettono alle istituzioni dell'UE, contribuendo a fare in modo che le decisioni siano basate sulle realtà e sulle esigenze dei cittadini, sia nella fase di elaborazione che nella fase di attuazione.
Allo stesso tempo, le organizzazioni della società civile fungono da osservatrici dei dibattiti e delle decisioni a livello europeo, interpretano processi complessi e prendono parte alle discussioni attraverso i loro membri. Le loro azioni hanno così un effetto moltiplicatore e contribuiscono a promuovere la trasparenza nell'elaborazione delle politiche dell'UE. Per molti cittadini quanto accade nelle istituzioni europee può apparire astratto e distante. La società civile e le sue organizzazioni svolgono pertanto un ruolo cruciale nel colmare questo divario e nell'avvicinare i cittadini al processo decisionale dell'UE, compito essenziale di fronte all'aumento delle tendenze autoritarie che si registra in tutto il mondo.
Il dialogo con la società civile può assumere varie forme: audizioni pubbliche, seminari con esperti, consultazioni e scambi periodici con organizzazioni a tutti i livelli. Il Parlamento europeo collabora strettamente anche con le organizzazioni europee di coordinamento che rappresentano interessi transfrontalieri, affinché i punti di vista di tutti gli Stati membri siano presi in considerazione.
In qualità di vicepresidenti responsabili delle relazioni con le organizzazioni della società civile, ci impegniamo ad aiutare la società civile a contribuire ai dibattiti parlamentari, a monitorare l'attuazione delle politiche dell'UE e a chiamare le istituzioni a rendere conto del loro operato.
