Il controllo di bilancio
La presente scheda informativa spiega cos'è il controllo di bilancio e perché è importante nell'UE. Introduce il quadro giuridico che disciplina il controllo di bilancio dell'UE e descrive le modalità di esercizio del controllo di bilancio a livello nazionale, delle istituzioni dell'UE e politico. Illustra la procedura di discarico e il ruolo del Parlamento europeo e presenta esempi recenti del controllo di bilancio e le sfide attuali.
Base giuridica
Il controllo di bilancio si basa su diversi documenti giuridici.
- Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE): gli articoli 287, da 317 a 319, 322 e 325 definiscono la base giuridica per l'esecuzione del bilancio dell'UE, la revisione contabile e la protezione contro le frodi.
- Il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509, noto come regolamento finanziario, stabilisce norme dettagliate per l'elaborazione, l'esecuzione e la revisione contabile del bilancio dell'UE, garantendo una sana gestione finanziaria e la trasparenza.
- L'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, la cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria migliora la cooperazione tra le istituzioni dell'UE e rafforza la disciplina di bilancio durante l'intera procedura di bilancio.
- Il regolamento del Parlamento europeo, in particolare gli articoli 101, 102, 106, 139 e l'allegato V, delineano le sue procedure interne per il controllo di bilancio, le procedure di discarico e la vigilanza sulle questioni finanziarie.
Obiettivi
L'obiettivo del controllo di bilancio è garantire che tutte le spese dell'UE siano:
- legittime,
- corrette,
- adeguatamente registrate,
- gestite in modo efficiente, efficace ed economico.
Cos'è il controllo di bilancio?
Il controllo di bilancio nell'Unione europea garantisce che i fondi provenienti dal bilancio dell'UE siano prelevati e spesi in modo legittimo, efficiente ed efficace.
I primi controlli avvengono spesso a livello nazionale, dove gli Stati membri monitorano le modalità di raccolta e di spesa dei fondi. A livello dell'UE, ciascuna istituzione verifica internamente la propria spesa, mentre la Corte dei conti europea effettua un controllo esterno indipendente. La Corte dei conti verifica se la spesa dell'UE è legittima e se consegue i suoi obiettivi, quindi presenta ogni anno le proprie constatazioni. Il Parlamento europeo valuta quindi se il bilancio sia stato eseguito correttamente e conformemente alle norme.
Tali controlli possono contribuire anche a prevenire le frodi e a garantire che i finanziamenti dell'UE apportino benefici reali per i cittadini.
Come funziona il controllo di bilancio?
A. Controllo a livello nazionale
I primi controlli sul modo in cui i fondi sono raccolti e spesi sono effettuati in larga misura dalle autorità nazionali degli Stati membri. Pertanto, esse sono responsabili di alcuni aspetti del controllo di bilancio, in particolare per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali, come i dazi doganali, che raccolgono e controllano per conto dell'UE. Assumono inoltre un ruolo guida nell'individuare e contrastare le frodi e altre irregolarità riguardanti il bilancio dell'UE.
Gli Stati membri effettuano inoltre il primo audit sulla spesa in regime di gestione concorrente, vale a dire i fondi per i quali la Commissione europea delega funzioni di esecuzione del bilancio alle autorità nazionali degli Stati membri. Tra questi figurano fondi quali il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo (noti congiuntamente come fondi strutturali), nonché il Fondo europeo agricolo di garanzia e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.
B. Controllo a livello dell'Unione
A livello dell'UE esistono tre tipi di controllo: controllo interno, controllo esterno e controllo a livello politico, o supervisione politica.
1. Controllo interno
Ogni istituzione dell'UE controlla il proprio bilancio. Gli ordinatori, i contabili e i revisori interni effettuano controlli per garantire che i fondi siano gestiti correttamente e in linea con le norme.
2. Controllo esterno
La Corte dei conti europea, coadiuvata dalle istituzioni nazionali di controllo, controlla i conti e le spese dell'UE e presenta ogni anno relazioni dettagliate al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Unione europea (che insieme costituiscono l'autorità di bilancio dell'UE), conformemente all'articolo 287 TFUE. Il lavoro della Corte dei conti europea comprende:
- una dichiarazione di affidabilità (DAS), in cui attesta l'affidabilità dei conti come pure la legittimità e la regolarità delle relative operazioni;
- una relazione sull'esecuzione del bilancio generale, inclusi i bilanci di tutte le istituzioni e degli organismi specializzati;
- relazioni specifiche relative alle agenzie e agli organi dell'Unione europea;
- relazioni speciali su rendimento e conformità;
- revisioni su settori strategici o questioni emergenti.
Fino al 2021, la Corte dei conti ha inoltre pubblicato una relazione annuale sulla performance complessiva del bilancio. Riferisce inoltre in merito alle attività di assunzione ed erogazione di prestiti e al Fondo europeo di sviluppo, che è ora integrato nel piano di spesa a lungo termine dell'UE, il quadro finanziario pluriennale.
3. Supervisione politica
Il Parlamento europeo verifica l'esecuzione del bilancio, in particolare attraverso la sua commissione per il controllo dei bilanci, la quale:
- esamina l'esecuzione del bilancio dell'UE e del Fondo europeo di sviluppo, sulla base della relazione annuale della Corte dei conti e di altri prodotti;
- prepara le decisioni di discarico;
- svolge la chiusura, il rendiconto e la verifica dei conti e dei bilanci finanziari dell'Unione, delle sue istituzioni e di ogni organismo da essa finanziato;
- esamina le attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti;
- valuta se i finanziamenti dell'UE sono stati efficaci sotto il profilo dei costi in sede di attuazione delle politiche;
- adotta misure volte a prevenire le frodi e le irregolarità finanziarie e a perseguire i trasgressori; dà seguito ai casi di frode e irregolarità;
- interagisce con la Corte dei conti, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e la Procura europea;
- partecipa all'approvazione delle nomine alla Corte dei conti europea e all'Ufficio europeo per la lotta antifrode.
Procedura di discarico
Il TFUE fa riferimento solo al discarico alla Commissione europea. Tuttavia, il Parlamento europeo concede un discarico distinto anche alle altre istituzioni, organi e organismi.
La commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo esamina l'esecuzione del bilancio del penultimo esercizio (anno n-2). Essa esamina:
- le relazioni annuali di attività delle direzioni generali della Commissione europea e delle altre istituzioni, organi e organismi dell'UE;
- la relazione annuale sulla gestione e il rendimento della Commissione europea;
- una relazione di valutazione basata sui risultati dei programmi dell'UE, conformemente all'articolo 318 TFUE;
- la relazione annuale della Corte dei conti;
- le risposte delle istituzioni alle domande del Parlamento europeo, conformemente all'articolo 319 TFUE.
Questo controllo parlamentare garantisce la legittimità, la conformità normativa e la sana gestione finanziaria. Su tale base, la commissione per il controllo dei bilanci prepara la sua raccomandazione di concedere o rifiutare il discarico. Il Parlamento europeo vota quindi la decisione di discarico, sotto forma di una risoluzione recante osservazioni e raccomandazioni sull'esecuzione del bilancio.
La commissione per il controllo dei bilanci, se soddisfatta, propone di concedere il discarico, in conformità dell'articolo 266 del regolamento finanziario. Il discarico viene quindi concesso, di norma entro metà maggio, se la maggioranza dei deputati al Parlamento europeo vota a favore della proposta. Il Parlamento europeo può anche rinviare la sua decisione sul discarico a ottobre se non è soddisfatto di alcuni aspetti della gestione del bilancio.
In caso di rifiuto o rinvio del discarico, il Parlamento europeo ne comunica i motivi alle istituzioni, agli organi o agli organismi interessati. Essi devono quindi far fronte tempestivamente agli ostacoli al discarico (come previsto dall'articolo 319, paragrafo 3, TFUE e dall'articolo 268 del regolamento finanziario). Per quanto riguarda il discarico alla Commissione europea, gli Stati membri devono informare la Commissione europea delle misure che hanno adottato per dar seguito alle osservazioni del Parlamento europeo, e la Commissione europea deve tenere conto di tali misure nella sua relazione di seguito.
Una volta rimossi gli ostacoli al discarico, la commissione per il controllo dei bilanci pubblica una nuova relazione e una proposta, entro sei mesi, per concedere o rifiutare il discarico.
Il rifiuto di concedere il discarico può inviare un messaggio forte. Nel 1998 il Parlamento europeo ha votato il rifiuto del discarico, ed è stato istituito un comitato di esperti indipendenti, incaricato di esaminare le accuse di frode, cattiva gestione e nepotismo in seno alla Commissione europea. Le conclusioni del gruppo di esperti hanno portato alle dimissioni dell'intera Commissione europea nel 1999.
Dal 2009 il Parlamento europeo rifiuta di concedere il discarico al Segretario generale del Consiglio dell'UE a causa della mancanza di cooperazione da parte del Consiglio nella procedura di discarico.
Ruolo del Parlamento europeo
A. Evoluzione delle competenze
I poteri del Parlamento europeo in materia di controllo di bilancio sono aumentati nel corso dei decenni.
- Dal 1958 al 1970 il Parlamento europeo era solo informato delle decisioni di discarico adottate dal Consiglio dell'UE.
- Nel 1971 ha ottenuto gli stessi poteri di discarico del Consiglio.
- Dal 1977 concede da solo il discarico su raccomandazione del Consiglio.
- Tiene inoltre audizioni con i Commissari designati, e la commissione per il controllo dei bilanci ascolta i membri designati della Corte dei conti nonché i candidati al posto di Direttore generale e a membri del comitato di vigilanza dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode. Tali incarichi non possono essere assegnati senza che si siano tenute le audizioni.
B. Recenti procedure di discarico
1. Frontex (Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera)
Nel 2021 il Parlamento europeo ha rinviato la concessione del discarico a Frontex a causa di carenze nella gestione finanziaria e di bilancio. Ha concesso il discarico nel corso dello stesso anno, trattenendo però 90 milioni di EUR fino a quando non fossero soddisfatte condizioni specifiche. Nel 2022 ha nuovamente rinviato la decisione sul discarico, adducendo preoccupazioni irrisolte, tra cui le risultanze negative di un'indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode in merito a molestie, comportamenti scorretti e respingimenti di migranti. Il discarico per il 2022 è stato concesso una volta confermati i miglioramenti.
2. Altri settori prioritari
Le recenti procedure di discarico hanno evidenziato preoccupazioni per quanto riguarda:
- i requisiti di controllo del dispositivo per la ripresa e la resilienza (fondi per la ripresa dalla COVID-19) e la necessità di trovare un equilibrio tra una stretta vigilanza e procedure semplificate, in particolare per le piccole e medie imprese;
- tassi di errore elevati per i programmi di spesa (in particolare i programmi volti a rafforzare la coesione economica e sociale dell'UE);
- gli appalti pubblici e la trasparenza, compresa la necessità di informazioni sui beneficiari finali dei fondi, e l'accesso delle organizzazioni non governative ai finanziamenti dell'UE;
- l'etica e l'integrità in relazione al bilancio del Parlamento europeo.
A seguito di un'indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode, la concessione del discarico all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA) è stata rinviata nell'aprile 2025. Sebbene permangano alcune preoccupazioni, il Parlamento europeo ha concesso il discarico all'EUAA nell'ottobre 2025, dopo che l'Agenzia aveva apportato alcune modifiche (ad esempio, ponendo fine alla prassi di nominare dirigenti ad interim e modificando le procedure di valutazione del personale). Tuttavia, le future decisioni sul discarico possono essere subordinate al completamento di ulteriori riforme da parte dell'EUAA.
C. Vigilanza e cooperazione continue
Le istituzioni, gli organi e gli organismi devono dare seguito alle osservazioni e alle raccomandazioni formulate dal Parlamento europeo nelle sue risoluzioni di discarico.
Le commissioni specializzate del Parlamento europeo si adoperano per accertare che i fondi UE siano spesi in modo efficace onde tutelare gli interessi dei contribuenti europei.
Si svolge un dialogo tra la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo e la sua omologa nei parlamenti nazionali, nonché con le istituzioni nazionali di controllo e le agenzie doganali.
Per maggiori informazioni sull'argomento, si rimanda al sito web della commissione per il controllo dei bilanci.
Diána Haase