Entrate dell'Unione
Il bilancio dell'Unione è finanziato in gran parte da risorse proprie e integrato da altre entrate. Le entrate annuali devono coprire interamente le spese annuali in quanto il disavanzo di bilancio non è consentito. Il sistema di risorse proprie è stabilito all'unanimità dal Consiglio, previa consultazione del Parlamento europeo, e deve essere ratificato da ciascuno Stato membro. La Commissione ha proposto una riforma del sistema delle risorse proprie insieme alla proposta relativa al quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
Base giuridica
- Articolo 311 e articolo 322, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e articoli 106 bis e 171 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica;
- decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio del 14 dicembre 2020relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea;
- regolamento (UE, Euratom) 2021/768 del Consiglio, del 30 aprile 2021, che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione europea;
- regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio, del 26 maggio 2014, concernente le modalità e la procedura di messa a disposizione delle risorse proprie tradizionali e delle risorse proprie basate sull'IVA e sull'RNL, nonché le misure per far fronte al fabbisogno di tesoreria, successivamente modificato dal regolamento (UE, Euratom) 2022/615 del Consiglio del 5 aprile 2022;
- regolamento (UE, Euratom) 2021/769 del Consiglio del 30 aprile 2021 concernente il regime uniforme definitivo di riscossione delle risorse proprie provenienti dall'imposta sul valore aggiunto;
- e il regolamento (UE, Euratom) 2021/770 del Consiglio del 30 aprile 2021 concernente il calcolo della risorsa propria basata sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati, le modalità e la procedura di messa a disposizione di tale risorsa, le misure per far fronte al fabbisogno di tesoreria, nonché taluni aspetti della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo.
Obiettivo
Assicurare autonomia finanziaria all'UE nel rispetto della disciplina di bilancio.
Come funziona
La decisione sulle risorse proprie del 21 aprile 1970 ha dotato la Comunità economica europea (CEE) di risorse proprie. Ai sensi della decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, il livello di risorse proprie utilizzabili all'anno è attualmente fissato all'1,4 % del reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE. Poiché il bilancio deve sempre essere in pareggio, anche le spese nell'ambito dell'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 (1.4.3) sono vincolate da detto limite.
Composizione delle entrate
1. Risorse proprie
Le risorse proprie "tradizionali" consistono per la maggior parte in dazi doganali sulle importazioni e sono riscosse dal 1970. La percentuale che può essere trattenuta dagli Stati membri per coprire le spese di riscossione è del 25 %. Le risorse proprie "tradizionali" rappresentano generalmente il 10-15 % circa delle entrate da risorse proprie[1].
La risorsa propria basata sull'IVA consiste in una percentuale del gettito dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) degli Stati membri stimata che è trasferita all'Unione. Seppur introdotta dalla decisione del 1970, la risorsa in oggetto è stata concretamente attuata soltanto a seguito dell'armonizzazione dei regimi IVA degli Stati membri avvenuta nel 1979. La risorsa IVA rappresenta ora il 10 % circa delle entrate da risorse proprie.
La risorsa propria basata sui rifiuti di imballaggio di plastica è stata introdotta il 1º gennaio 2021 dalla decisione relativa al sistema delle risorse proprie del 2020. Si tratta di un contributo nazionale (trasferimento diretto dal bilancio degli Stati membri) calcolato in base alla quantità dei rifiuti non riciclati di imballaggi in plastica, con un'aliquota di prelievo uniforme di 0,80 EUR per chilogrammo. I contributi degli Stati membri con un reddito nazionale lordo pro capite inferiore alla media dell'UE sono ridotti di una somma forfettaria annua corrispondente a 3,8 chilogrammi di rifiuti di plastica pro capite. Le entrate provenienti da questa risorsa rappresentano circa il 3-4 % delle entrate delle risorse proprie.
La risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL) consiste in un prelievo sull'RNL degli Stati membri secondo un'aliquota uniforme stabilita ogni anno nel quadro della procedura di bilancio ed è stata introdotta dalla decisione 88/376/CEE Euratom del Consiglio del 24 giugno 1988. In origine avrebbe dovuto essere percepita solo nel caso in cui le altre risorse proprie non fossero risultate sufficienti a coprire le spese, ma attualmente finanzia la maggior parte del bilancio dell'UE. La risorsa basata sull'RNL è triplicata dalla fine degli anni '90 e attualmente rappresenta il 60-70 % circa delle entrate dell'UE.
2. Altre entrate e saldo riportato dall'anno precedente
Nelle altre entrate sono comprese le imposte sulle retribuzioni del personale dell'UE, i contributi versati da paesi terzi a favore dei programmi dell'Unione, i pagamenti degli interessi e le ammende corrisposte dalle imprese che violano le norme dell'UE. Se vi è un'eccedenza, l'eventuale saldo positivo di ciascun esercizio è inserito nel bilancio dell'anno successivo come entrata. Le altre entrate, i saldi e gli adeguamenti tecnici rappresentano di norma tra il 2 e l'8 % circa delle entrate totali.
Anche i prestiti rientrano nelle altre entrate e attualmente ammontano al 25-30 % del bilancio. Il bilancio dell'UE non può registrare un disavanzo e non è consentito finanziare la spesa mediante prestiti. Tuttavia, al fine di finanziare le sovvenzioni e i prestiti concessi dallo strumento per la ripresa NextGenerationEU (NGEU), la Commissione è stata autorizzata in via eccezionale e temporanea a contrarre prestiti fino a 750 miliardi di EUR (a prezzi 2018) sui mercati dei capitali. La nuova assunzione netta di prestiti dovrebbe cessare alla fine del 2026, dopodiché saranno autorizzate solo le operazioni di rifinanziamento.
3. Meccanismi correttivi
Il sistema delle risorse proprie è stato utilizzato anche per correggere gli squilibri di bilancio tra i contributi netti degli Stati membri. Sebbene la correzione a favore del Regno Unito introdotta nel 1984 non sia più applicabile, correzioni forfettarie continuano a ridurre i contributi di Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Austria e Svezia nel periodo 2021-2027.
Verso la riforma delle risorse proprie dell'UE
Il trattato di Lisbona ribadisce che il bilancio deve essere finanziato integralmente tramite risorse proprie e mantiene il potere del Consiglio di adottare, all'unanimità e previa consultazione del Parlamento, una decisione che stabilisce le disposizioni relative al sistema delle risorse proprie dell'Unione[2], per stabilire nuove categorie di risorse proprie ed abolire quelle esistenti. Ha altresì stabilito che il Consiglio può adottare le misure di esecuzione relative a tali decisioni soltanto con l'approvazione del Parlamento, rafforzando così il ruolo di quest'ultimo.
Basandosi sulle nuove disposizioni del trattato di Lisbona, il Parlamento ha chiesto ripetutamente una riforma approfondita del sistema delle risorse proprie, in una serie di posizioni e risoluzioni nel corso degli ultimi anni[3]. Al fine di conseguire un bilancio dell'UE più stabile, concepito per sostenere gli obiettivi politici dell'UE, il Parlamento ha espresso la necessità di un paniere ambizioso ed equilibrato di nuove risorse proprie dell'UE che sia equo, semplice, trasparente e neutro dal punto di vista del bilancio per i cittadini. Il Parlamento ha inoltre sollecitato riforme per semplificare e rendere la riscossione delle entrate più trasparente e più democratica, ridurre la quota dei contributi basati sull'RNL ed eliminare gradualmente tutte le forme di correzione.
Nel gennaio 2017 il "gruppo Monti" ad alto livello ha presentato la sua relazione finale su come finanziare il bilancio europeo in modo più trasparente, semplice, equo e democraticamente responsabile e ha concluso che il bilancio dell'UE necessitava di una riforma, sia a livello di entrate sia a livello di spese, per affrontare le attuali sfide e conseguire risultati tangibili per i cittadini dell'UE.
Sulla base di tale relazione e del successivo documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE, il 2 maggio 2018 la Commissione ha presentato una proposta intesa a introdurre un paniere di nuove risorse proprie[4], che non è stata adottata.
Recenti tentativi di riforma delle entrate dell'UE
Nella riunione del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020, i capi di Stato e di governo hanno concordato il nuovo QFP per il periodo 2021-2027, il NextGenerationEU (NGEU), l'aumento del massimale per i pagamenti e la nuova risorsa propria basata sui rifiuti di plastica non riciclati da applicare a partire da gennaio 2021.
L'NGEU si basa sulla proposta della Commissione del 28 maggio 2020 di contrarre prestiti per 750 miliardi di EUR mediante l'emissione di obbligazioni sui mercati internazionali per conto dell'UE, con scadenze comprese tra tre e 30 anni, per contrastare gli effetti della pandemia di COVID-19. Al fine di far fronte alle passività sostenute dall'UE per rimborsare i fondi raccolti sul mercato, la Commissione ha proposto di aumentare il massimale delle risorse proprie in via eccezionale e temporaneamente dello 0,6 % dell'RNL dell'UE, oltre all'aumento permanente proposto dall'1,2 % all'1,4 % dell'RNL al fine di tenere conto del nuovo contesto economico.
Nella sua risoluzione del 23 luglio 2020 il Parlamento ha risposto sottolineando che soltanto la creazione di nuove risorse proprie supplementari può aiutare a rimborsare il debito dell'UE risultante dai prestiti legati all'NGEU, salvando al contempo il bilancio dell'UE e alleviando la pressione fiscale sulle tesorerie nazionali e sui cittadini europei. La posizione espressa dal Parlamento il 16 settembre 2020 nel quadro della procedura di consultazione ha ribadito la richiesta di introdurre nuove risorse proprie sulla base di una tabella di marcia.
Il 10 novembre 2020, i negoziatori del Parlamento, del Consiglio e della Commissione hanno raggiunto un accordo politico sul QFP, sulle risorse proprie e su alcuni aspetti relativi alla governance dello strumento per la ripresa. Di conseguenza un nuovo allegato all'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria ha stabilito una tabella di marcia per l'introduzione di nuove risorse proprie nel periodo 2021-2027 per coprire il rimborso del debito dell'NGEU.
La nuova decisione sulle risorse proprie, adottata il 14 dicembre 2020 e ratificata da tutti gli Stati membri entro il 31 maggio 2021, è divenuta applicabile retroattivamente dal 1º gennaio 2021.
Successivamente, il 22 dicembre 2021 e il 20 giugno 2023, la Commissione ha pubblicato due proposte[5] comprendenti risorse proprie basate sulle entrate derivanti dalle quote messe all'asta nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS), entrate generate dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e una risorsa propria temporanea basata su dati statistici relativi agli utili delle imprese (da sostituire con un'autentica risorsa propria basata sulla tassazione delle imprese).
In assenza di approvazione del paniere da parte del Consiglio, il 16 luglio 2025 la Commissione ha pubblicato una nuova proposta relativa al sistema delle risorse proprie dell'UE comprendente le nuove risorse proprie proposte in precedenza, pari al 75 % delle entrate derivanti dal CBAM e al 30 % delle entrate dell'ETS1 (escluso l'ETS2). La proposta istituisce nuove risorse proprie basate sui rifiuti elettronici non raccolti (2 EUR per kg), sulle accise sul tabacco e sui prodotti correlati (15 % dell'accisa minima) e su un contributo forfettario annuo delle grandi imprese che operano nell'UE (fino allo 0,1 % del loro fatturato netto). La proposta comprende anche adeguamenti delle risorse proprie esistenti, quali la riduzione dei costi di riscossione delle risorse proprie tradizionali (dal 25 % al 10 %) e modifiche della risorsa propria basata sui rifiuti di imballaggio di plastica (aumento a 1 EUR/kg con ulteriore adeguamento all'inflazione). La proposta chiarisce inoltre che le tasse sul commercio elettronico rientrano nelle risorse proprie tradizionali e abolisce le esenzioni per i pacchi di valore modesto. Infine, suggerisce di interrompere tutti gli adeguamenti, comprese le riduzioni forfettarie legate al reddito nazionale lordo, il livellamento della base IVA e riduzioni per la risorsa propria basata sulla plastica.
Il pacchetto proposto dovrebbe generare il 40 % dell'attuale bilancio annuale: circa il 6 % proverrebbe dall'ETS, l'1 % dal CBAM, il 10 % dai rifiuti elettronici, il 7,5 % dal tabacco, il 4,5 % dalla risorsa propria basata sui contributi delle imprese e un altro 10 % dagli adeguamenti delle risorse proprie esistenti.
Il punto di vista del Parlamento europeo sulle proposte di riforma
Durante la procedura di consultazione sul paniere di nuove risorse proprie del 2021, il Parlamento ha ampiamente sostenuto la proposta con alcuni emendamenti. Il 10 maggio 2023 il Parlamento ha inoltre approvato una risoluzione in cui esorta il Consiglio ad adottare il paniere e suggerisce nuove risorse proprie supplementari. Successivamente, nella risoluzione del 9 novembre 2023, il Parlamento ha approvato la proposta relativa al secondo pacchetto con alcuni emendamenti.
Più recentemente, nella risoluzione del 7 maggio 2025, il Parlamento ha invitato il Consiglio ad "adottare nuove risorse proprie con urgenza" e ha sottolineato che "sono fondamentali nuove e autentiche risorse proprie, oltre a quelle previste dall'accordo interistituzionale".
Andras Schwarcz