L'Asia orientale riveste un'importanza geostrategica vitale per l'UE e si trova ad affrontare sfide geostrategiche significative. La regione indo-pacifica ospita oltre il 50 % della popolazione mondiale. Due terzi del commercio mondiale di container passa attraverso la regione indo-pacifica e le sue rotte marittime sono le principali rotte per il commercio e l'approvvigionamento energetico. La strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica è stata adottata nel settembre 2021 per aumentare l'impegno dell'UE, creare partenariati e rafforzare l'ordine internazionale basato su regole e per affrontare le sfide globali. L'UE sta adattando gli strumenti attuali per sostenere la sua autonomia strategica. La sua bussola strategica per la sicurezza e la difesa, formalmente approvata dal Consiglio nel marzo 2022, promuove un'architettura di sicurezza regionale aperta e basata su regole, che comprende rotte marittime sicure, lo sviluppo di capacità e una presenza navale rafforzata nella regione indo-pacifica.
La strategia dell'UE contempla sette settori prioritari: prosperità sostenibile e inclusiva, transizione verde, governance degli oceani, governance e partenariati digitali, connettività, sicurezza e difesa e sicurezza umana.
L'Asia orientale è confrontata con problemi di sicurezza quali la sfida nucleare della Corea del Nord, le dispute marittime nel Mar cinese orientale e meridionale e la questione di Taiwan. Nell'Asia orientale l'UE è un forte attore economico che opera per promuovere il commercio equo, il multilateralismo, il consolidamento delle istituzioni, la democrazia, il buon governo e i diritti umani.

La presente nota sintetica descrive la regione dell'Asia orientale. Cfr. anche le note sintetiche sull'Asia meridionale (5.6.7) e sul Sud-Est asiatico (5.6.9).

Base giuridica

  • Titolo V (azione esterna dell'UE) del trattato sull'Unione europea;
  • articoli 206 e 207 (politica commerciale) e 216-219 (accordi internazionali) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE);
  • accordi di partenariato e cooperazione (relazioni bilaterali).

Cina (Repubblica popolare cinese)

L'UE e la Cina hanno allacciato legami diplomatici formali nel 1975. I rapporti sono stati sospesi a seguito delle proteste di piazza Tienanmen nel 1989. Nel 1994 l'UE ha riavviato le relazioni con la Cina, ma l'embargo sulle armi imposto nel 1989 rimane in vigore. In assenza di una definizione comune dettagliata dell'UE di "embargo sulle armi", spetta ai singoli Stati membri interpretare il significato conformemente alle rispettive legislazioni nazionali.

Dal 2012, sotto la guida del presidente Xi Jinping, la situazione politica della Cina è notevolmente cambiata. Nel 2018 è stata adottata una revisione della costituzione che consente a Xi Jinping di ricoprire la carica a tempo indeterminato, senza limiti di durata, di segretario generale del Partito comunista cinese, capo di Stato e dell'esercito. La politica estera della Cina ha adottato di recente un approccio più assertivo, disponendo del più grande bacino di personale militare attivo disponibile al mondo. La Cina è il secondo paese al mondo per spesa militare dopo gli Stati Uniti. Nel 2024 il bilancio della Cina per la difesa ammontava a circa 231 miliardi di USD, pari a un aumento del 7,2 % rispetto al 2023.

La Cina ha lanciato ufficialmente la sua terza portaerei, la Fujian (dal nome della provincia situata di fronte a Taiwan), come parte di uno sforzo continuo per costruire una forza completamente moderna in grado di rivaleggiare con le forze armate statunitensi entro il 2027. La Cina sta costruendo anche una quarta portaerei e si dice che potrebbe essere a propulsione nucleare. Le forze navali cinesi stanno costruendo navi da guerra a un ritmo più veloce di tutte le altre potenze messe insieme. La Cina sta espandendo e moltiplicando la sua presenza militare nel Mar cinese meridionale, nello stretto di Taiwan e nello stretto di Malacca, vitale per il commercio internazionale.

Sebbene l'agenda strategica 2020 congiunta UE-Cina per la cooperazione abbia rafforzato i legami, dal 2022 le relazioni si sono deteriorate a causa della posizione della Cina sull'invasione russa dell'Ucraina e della sua assertività nello stretto di Taiwan. Le relazioni bilaterali UE-Cina avevano già iniziato a deteriorarsi nel 2021, dopo che la Cina ha adottato contromisure alle sanzioni dell'UE sui diritti umani.

I ministri degli esteri dell'UE si sono riuniti nel maggio 2023 e i leader dell'UE si sono riuniti al Consiglio europeo nel giugno 2023, ribadendo la validità dell'approccio multiforme dell'UE nei confronti della Cina definito nella prospettiva strategica UE-Cina del marzo 2019: come partner, come concorrente e come rivale sistemico, anche se la concorrenza e la rivalità sono diventate aspetti preminenti. I leader dell'UE concordano sulla necessità di dialogare con la Cina quando è nell'interesse dell'UE, cercando nel contempo di ridurre le dipendenze strategiche ("riduzione dei rischi" piuttosto che "disaccoppiamento"). Nel 2025 l'UE nutre preoccupazione per gli squilibri sistemici nell'economia cinese, frutto di politiche e pratiche industriali distorsive che creano sovraccapacità e incidono negativamente sui membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Le imprese europee in Cina continuano a subire discriminazioni e a operare in condizioni di disparità e molti settori restano in gran parte chiusi agli investimenti esteri.

L'UE è preoccupata per le crescenti tensioni nello stretto di Taiwan e si oppone a qualsiasi cambiamento unilaterale imposto con la forza, esortando la Cina, in quanto membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC), a rispettare il diritto internazionale. L'UE ha inoltre espresso preoccupazione in merito alla situazione dei diritti umani in Tibet, Xinjiang e Hong Kong.

Il 24° vertice UE-Cina, tenutosi nel dicembre 2023, ha affrontato questioni geopolitiche ed economiche fondamentali. Si sono tenuti dialoghi ad alto livello in materia di clima, politica digitale, economia, strategia e diritti umani. L'UE ha posto l'accento su tre settori principali: 1) relazioni internazionali, compresa la guerra della Russia in Ucraina; 2) commercio; e 3) l'importanza di un ordine internazionale basato su regole. La Cina si è concentrata principalmente sul commercio e sugli investimenti. Nonostante le controversie commerciali in corso, come i dazi sui veicoli elettrici cinesi e le accuse dell'UE di discriminazione cinese nei confronti dei produttori europei, l'UE e la Cina stanno pianificando il prossimo vertice congiunto nel 2025 per commemorare il 50° anniversario delle loro relazioni.

Sin dal suo avvio nel 2013, l'iniziativa cinese "Nuova via della seta" ha raggiunto ogni angolo del globo, promuovendo una globalizzazione con caratteristiche cinesi quali la stipula di contratti non trasparenti nonché norme sul lavoro e politiche del debito proprie della Cina. La Cina mira a diventare leader mondiale nelle industrie ad alta tecnologia e nelle tecnologie digitali, tra cui l'intelligenza artificiale e il 5G. Nel 2021 l'UE ha lanciato il Global Gateway, una strategia articolata che mira a migliorare la connettività a livello mondiale e a riunire l'UE, i suoi Stati membri e le loro istituzioni finanziarie e di sviluppo (Team Europa). Il Global Gateway è uno strumento geopolitico pertinente per l'UE. Contribuisce ad affrontare le sfide globali più urgenti, dalla lotta ai cambiamenti climatici al miglioramento dei sistemi sanitari e al rafforzamento della competitività e della sicurezza delle catene di approvvigionamento globali. Si tratta di un'alternativa di fatto all'iniziativa "Nuova via della seta" ed è uno strumento geopolitico molto importante per l'UE.

L'UE e la Cina sono importanti partner commerciali. Nel 2024 l'UE ha importato merci dalla Cina per un valore di 517,8 miliardi di EUR, esportandone per un valore di 213,3 miliardi di EUR, con un conseguente disavanzo commerciale di 304,5 miliardi di EUR per l'UE (gli scambi commerciali sono sbilanciati a favore della Cina). Gli scambi commerciali tra UE e Cina ammontano a circa 1,3 miliardi di EUR al giorno di importazioni e 600 milioni di EUR al giorno di esportazioni, per un valore complessivo di 1,9 miliardi di EUR al giorno. Gli squilibri economici e le pratiche commerciali sleali cinesi comportano rischi per le principali industrie dell'UE (tra cui il settore automobilistico e le tecnologie verdi). Poiché la Cina ha dimostrato di essere pronta a sfruttare la dipendenza da materie prime critiche, Pechino è stata avvertita che le pratiche commerciali sleali porteranno sempre più a misure protettive (quali dazi antidumping e compensativi).

Nell'ottobre 2024 la Commissione ha concluso la sua inchiesta antisovvenzioni istituendo dazi compensativi definitivi sulle importazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina per un periodo di cinque anni. Dall'inchiesta è emerso che la catena del valore dei veicoli elettrici a batteria in Cina beneficia di sovvenzioni sleali, che potrebbero danneggiare economicamente i produttori di veicoli elettrici a batteria dell'UE. L'UE ha attuato diverse altre misure di difesa commerciale contro le importazioni cinesi, istituendo dazi antidumping per proteggere le sue industrie da pratiche tariffarie sleali, tra cui i prodotti siderurgici e il biodiesel. La Cina ha risposto con diverse misure di ritorsione commerciale e l'UE ha contestato alcune pratiche commerciali cinesi attraverso il quadro dell'OMC. Nel gennaio 2025 l'UE ha avviato un procedimento presso l'OMC contro la Cina in merito alle royalties sulla proprietà intellettuale.

In seguito all'inasprimento dei dazi statunitensi nell'aprile 2025 sotto la presidenza Trump, la Cina ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con l'UE per contrastare il protezionismo e sostenere il sistema commerciale globale. Sebbene la Cina incoraggi l'UE ad approfondire i legami economici, l'Unione continua ad essere cauta a fronte degli squilibri commerciali e dell'accesso limitato al mercato cinese. Nutre inoltre riserve sulla correttezza delle procedure di appalto pubblico in Cina.

La posizione della Cina rispetto all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, ufficialmente neutrale, ha aggravato le tensioni con gli alleati occidentali. Pur non sostenendo esplicitamente la guerra, la Cina ha rafforzato la sua cooperazione militare con la Russia, aumentando le vendite di armi e le esercitazioni congiunte. Non ha aderito alle sanzioni nei confronti della Russia, diventando un fornitore fondamentale di tecnologie sensibili: l'80 % delle importazioni russe proviene dalla Cina. Le imprese cinesi hanno inoltre aggirato le sanzioni dell'UE, portando alla loro inclusione nel 13° pacchetto di sanzioni dell'UE nel 2024. Nel dicembre 2024 l'UE ha imposto ulteriori sanzioni a sei imprese e un cittadino cinesi per la fornitura di droni e componenti microelettronici a sostegno dello sforzo bellico russo.

L'UE sostiene la governance globale e la cooperazione multilaterale nella controversia sul Mar cinese meridionale, sottolineando l'importanza della libertà di navigazione e di sorvolo, sollecitando nel contempo soluzioni pacifiche e negoziate nel rispetto del diritto internazionale e della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. La regione è fondamentale per il commercio e le risorse globali, con la Cina che rivendica circa il 90 % sulla base della cosiddetta linea dei nove tratti. Le azioni assertive della Cina, compresi gli scontri con Taiwan e le Filippine, hanno alimentato ulteriormente le tensioni nella zona.

I diritti umani rappresentano forse l'esempio più evidente di rivalità sistemica nelle relazioni UE-Cina, in quanto l'UE esorta costantemente la Cina a rispettare gli obblighi che le incombono in virtù della propria costituzione e del diritto internazionale e a rispettare, proteggere e garantire i diritti umani, compresi quelli degli uiguri, dei tibetani e delle persone appartenenti a minoranze etniche, religiose e linguistiche e ad altri gruppi presenti in tutta la Cina. Il 39º dialogo UE-Cina sui diritti umani si è tenuto nel giugno 2024 a Chongqing. In tale occasione, l'UE ha espresso preoccupazione in merito alle restrizioni alle libertà fondamentali, all'indipendenza della magistratura e al lavoro forzato. Ha inoltre ribadito la sua opposizione alla pena di morte e ha esortato la Cina a difendere la libertà religiosa, in particolare per quanto riguarda la successione del Dalai Lama.

Il Parlamento ha approvato numerose risoluzioni in cui sollevava preoccupazioni su Hong Kong, Taiwan, lo Xinjiang e la situazione dei cittadini uiguri, condannando il lavoro forzato e lo sfruttamento delle minoranze. Ha approvato anche risoluzioni sul Tibet, in particolare sulla situazione delle minoranze religiose ed etniche. Tra le recenti risoluzioni approvate del Parlamento figurano:

Taiwan

L'UE sostiene la "politica di una sola Cina", facendo riferimento a Taiwan come territorio doganale separato e non come Stato sovrano, riconoscendolo come entità economica e commerciale e sostenendone la partecipazione ai forum multilaterali. L'UE ha sviluppato un dialogo ben strutturato con Taiwan sulle questioni economiche e commerciali in settori quali l'industria automobilistica, farmaceutica, cosmetica e dei dispositivi medici.

L'Unione rimane preoccupata per le crescenti tensioni nello stretto di Taiwan e si oppone a qualsiasi tentativo unilaterale di modificare lo status quo, in particolare con l'uso della forza. Oltre alla coercizione militare nei pressi di Taiwan, desta ulteriore preoccupazione il rischio di danneggiamento delle infrastrutture sottomarine, come i cavi.

Nel 2023 Taiwan era il tredicesimo partner commerciale dell'UE, mentre l'UE era il quarto partner commerciale di Taiwan, dopo Cina, Stati Uniti e Giappone. Il totale degli scambi di merci tra Taiwan e l'UE ha raggiunto i 77,7 miliardi di EUR nel 2023. Nello stesso anno, le esportazioni dell'UE verso Taiwan sono ammontate a 30,5 miliardi di EUR, mentre le importazioni dell'UE da Taiwan hanno raggiunto i 47,8 miliardi di EUR. Anche l'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico è uno dei principali partner commerciali di Taiwan. Per quanto riguarda gli investimenti, nel 2023 4 252 imprese dell'UE avevano investito a Taiwan per un valore complessivo di 58,17 miliardi di USD.

L'UE e Taiwan organizzano inoltre consultazioni annuali su varie questioni non commerciali, come i diritti dei lavoratori migranti, in particolare per i lavoratori domestici e nel settore della pesca, la pena di morte, la parità di genere e il trattamento equo per le persone LGBTQIA+. L'UE e Taiwan hanno condotto la settima consultazione sui diritti umani il 5 marzo 2025 a Taipei, sottolineando la loro dedizione ai diritti umani, alla democrazia e allo Stato di diritto. L'UE ha ribadito la sua opposizione alla pena capitale e ha esortato Taiwan ad applicare una moratoria di fatto. Tra gli altri temi affrontati, vi sono stati la tutela dei diritti dei lavoratori migranti, in particolare nel settore della pesca, e dei lavoratori domestici.

Taiwan ha tenuto le elezioni generali nel gennaio 2024, con un'affluenza del 71,86 %. Per il terzo mandato, il Partito progressista democratico (DPP) e il suo candidato William Lai (Lai Ching-te) hanno vinto le elezioni con il 40,1 % dei voti, riuscendo a mantenere il seggio presidenziale. Lo Yuan legislativo, composto da 113 seggi, è diviso tra tre partiti principali e due indipendenti, generando una situazione in cui i piccoli partner parlamentari possono determinare in modo significativo l'agenda politica di Taiwan.

Le tensioni nello stretto si sono acuite da quando il Partito progressista democratico ha vinto le elezioni nel 2016. La Cina ha intrapreso azioni assertive, aumentando la frequenza e la portata dei pattugliamenti con bombardieri, aerei da combattimento e aerei di sorveglianza intorno a Taiwan. Lai Ching-te si è impegnato a salvaguardare l'indipendenza de facto dell'isola dalla Cina e ad allinearla ulteriormente ad altre democrazie. Taiwan ha sviluppato una competenza unica nella lotta contro gli attacchi informatici, la disinformazione e la manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri, sia a livello governativo che nelle organizzazioni della società civile.

Il Parlamento ha effettuato diverse missioni ufficiali a Taiwan. La commissione speciale sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici (INGE) ha visitato Taipei a novembre 2021, in occasione della prima visita ufficiale del Parlamento a Taiwan. La commissione INGE ha concentrato la sua attenzione sullo studio delle esperienze taiwanesi nell'affrontare le campagne di interferenza e manipolazione e sulla discussione dell'innovativo sistema di Taiwan per combattere le campagne di disinformazione e altri tipi di attacchi ibridi. La commissione per il commercio internazionale ha effettuato una visita ufficiale a Taipei nel dicembre 2022. La visita ha confermato quanto sia importante per Taiwan rafforzare le relazioni strategiche tra Taiwan e l'UE e, più concretamente, quanto siano importanti per il paese relazioni globali ambiziose e reciprocamente vantaggiose in materia di commercio e investimenti. La commissione per gli affari esteri del Parlamento (AFET) ha reso una visita ufficiale a Taipei nel luglio 2023. L'argomento principale è stato il problema della sicurezza globale nello stretto di Taiwan.

Il Parlamento europeo ha più volte incoraggiato una più stretta cooperazione bilaterale tra UE e Taiwan in ambiti tra cui gli scambi commerciali, la ricerca, la cultura, l'istruzione, i cambiamenti climatici e la protezione ambientale. Nel dicembre 2023 il Parlamento ha approvato una risoluzione sulle relazioni commerciali e di investimento UE-Taiwan, in cui invita a compiere progressi in merito a un accordo sugli investimenti con Taiwan. Il Parlamento ha altresì sostenuto la significativa partecipazione di Taiwan ai consessi internazionali, tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità, la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale. Il Parlamento ha ripetutamente esortato la Cina ad astenersi da atti di provocazione militare nei confronti di Taiwan, sottolineando che tutte le controversie tra le due sponde dello Stretto dovrebbero essere risolte con mezzi pacifici sulla base del diritto internazionale.

Il Parlamento ha ripetutamente chiesto di rendere prioritaria l'inclusione di Taiwan nella strategia indo-pacifica dell'UE e ha incoraggiato il dialogo e la cooperazione con Taiwan in tutti i settori industriali e le catene di approvvigionamento, in particolare in industrie strategicamente importanti come l'alta tecnologia le tecnologie dei semiconduttori. Taiwan produce due terzi dei semiconduttori a livello mondiale e il 90 % dei semiconduttori di alta qualità.

Il Parlamento ha criticato l'escalation militare cinese e respinge le sue pratiche di coercizione economica. Nell'ottobre 2024 il Parlamento ha approvato una risoluzione in cui critica la Cina per l'interpretazione errata della risoluzione 2758 delle Nazioni Unite da parte della Repubblica popolare cinese e le sue continue provocazioni militari intorno a Taiwan.

Hong Kong

L'UE attribuisce grande importanza all'elevato grado di autonomia di Hong Kong, che deve essere preservato in linea con la Legge fondamentale e con gli impegni internazionali. La democrazia e le libertà fondamentali si sono deteriorate drasticamente a Hong Kong nell'ultimo decennio. Pechino ha messo a tacere l'opposizione politica, soppresso la stampa indipendente e ha sciolto le organizzazioni della società civile nel tentativo di smantellare il principio "un paese, due sistemi", nonostante la dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984.

Le elezioni del Consiglio legislativo di Hong Kong del 2021 hanno visto la vittoria dei candidati filo-cinesi, rafforzando l'influenza di Pechino. L'UE ha criticato le elezioni, affermando che hanno contribuito all'erosione del principio "un paese, due sistemi". Nel maggio 2022 John Lee Ka-chiu è stato eletto capo dell'esecutivo con il 99 % dei voti della commissione elettorale, superando il 66 % ottenuto dalla sua predecessora Carrie Lam. Le elezioni del consiglio distrettuale del dicembre 2023 hanno un'affluenza record negativa, pari al 27,5%: la più bassa dal passaggio di Hong Kong alla Cina.

Nonostante le crescenti critiche internazionali, nel marzo 2024 Hong Kong ha promulgato la sua nuova legge sulla sicurezza nazionale (nota come articolo 23 della Legge fondamentale). La legge copre gli atti di tradimento, spionaggio, furto di segreti di Stato, sedizione e interferenza straniera, recentemente definiti. Le organizzazioni per i diritti umani ritengono che si tratti di un passo finale per mettere a tacere le voci democratiche a Hong Kong. L'UE è profondamente preoccupata per il potenziale impatto di questa legislazione sui diritti e sulle libertà. La prima condanna ai sensi di tale legge è stata pronunciata nel settembre 2024, quando un uomo di Hong Kong si è dichiarato colpevole di sedizione per aver indossato una maglietta con uno slogan.

Nel 2023 Hong Kong è stato il 31º partner commerciale dell'UE per quanto riguarda lo scambio di merci. L'UE è il terzo maggior partner commerciale di Hong Kong dopo la Cina e Taiwan. Le importazioni dell'UE da Hong Kong sono costituite in prevalenza da macchinari e attrezzature per il trasporto, mentre le esportazioni dell'UE a Hong Kong riguardano per lo più macchinari e apparecchiature, attrezzature per il trasporto e prodotti chimici. L'UE rappresenta la più grande comunità imprenditoriale straniera presente a Hong Kong, con 1 548 imprese dell'UE attive nella città nel 2023, di cui circa la metà utilizza Hong Kong come sede regionale o ufficio regionale.

Il Parlamento ha approvato numerose risoluzioni sulla situazione politica di Hong Kong, in cui ha sottolineato che il rispetto della legge fondamentale è cruciale per le relazioni UE-Hong Kong. Ha condannato l'ingerenza della Cina, che a suo avviso ha messo a repentaglio il modello "un paese, due sistemi". Il Parlamento ha denunciato la legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina come attacco all'autonomia, allo Stato di diritto e alle libertà di Hong Kong. Ha inoltre ribadito che la Cina deve rispettare i propri impegni assunti nel quadro della dichiarazione congiunta giuridicamente vincolante registrata presso le Nazioni Unite.

Tra le recenti risoluzioni approvate del Parlamento figurano:

Giappone

In quanto partner strategici dal 2003, l'UE e il Giappone condividono valori fondamentali quali il rispetto dei diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto, nonché un forte impegno a favore dello sviluppo sostenibile, del multilateralismo e di un sistema dell'OMC disciplinato da norme. Il Giappone è impegnato a garantire l'efficace attuazione dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e di altri accordi multilaterali in materia di ambiente. Tuttavia, vi sono alcune questioni che destano preoccupazione per l'UE: il Giappone continua ad applicare la pena di morte, a consentire la caccia alle balene e la sottrazione di minori dell'UE da parte di uno dei genitori in Giappone.

L'UE e il Giappone hanno potenziato le loro relazioni strategiche bilaterali nel febbraio 2019 con l'attuazione provvisoria dell'accordo di partenariato strategico (APS) e con l'entrata in vigore dell'accordo di partenariato economico (APE). Nel gennaio 2025 è entrato in vigore l'APS, che istituisce un solido quadro bilaterale UE-Giappone, rafforza la cooperazione politica ed economica e si concentra su questioni globali quali l'azione per il clima, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza. L'APS mira a rafforzare l'ordine mondiale basato su regole e a promuovere la democrazia, i diritti umani e il libero scambio, rafforzando nel contempo il coordinamento nei consessi multilaterali.

L'APE è il più importante accordo commerciale bilaterale mai concluso dall'UE, in quanto interessa quasi un terzo del prodotto interno lordo mondiale, quasi il 40 % del commercio mondiale e oltre 600 milioni di persone. L'APE contiene inoltre impegni relativi allo scambio sia di merci che di servizi, e fornisce un quadro per la promozione degli investimenti bilaterali. Fissa inoltre obiettivi ambiziosi per lo sviluppo sostenibile e prevede per la prima volta un impegno specifico a favore dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Nel giugno 2020 l'UE e il Giappone hanno firmato un accordo sulla sicurezza dell'aviazione civile. La reciprocità dell'esenzione dal visto per i cittadini dell'UE in Giappone rimane una questione in sospeso nelle relazioni bilaterali, in quanto i cittadini giapponesi godono di accesso senza visto nell'UE.

Dall'entrata in vigore dell'APE, gli scambi di merci sono aumentati del 20 % e gli scambi agroalimentari sono aumentati del 34 %. Il Giappone ha accolto con favore la decisione dell'UE di revocare le misure di restrizione all'importazione di prodotti alimentari provenienti dalla regione di Fukushima, che erano state adottate in seguito al terremoto che ha colpito il Giappone nel 2011.

Il Giappone è il secondo partner commerciale dell'UE in Asia, dopo la Cina, ed è al settimo posto a livello mondiale per gli scambi di merci. Dal 2019 al 2023 gli scambi di beni e servizi tra i due paesi sono aumentati del 9 %, raggiungendo i 188,6 miliardi di EUR.

Entrambe le parti si impegnano a rafforzare le relazioni di investimento, concludendo in futuro un accordo separato sugli investimenti, che includerebbe norme sulla tutela degli investitori/degli investimenti e un meccanismo di risoluzione delle controversie. Dall'avvio del partenariato digitale UE-Giappone nel maggio 2022 sono in corso lavori nei settori strategici dei semiconduttori, del calcolo ad alte prestazioni e della tecnologia quantistica, del 5G e oltre e della connettività digitale resiliente. L'UE e il Giappone sono tra le maggiori economie digitali del mondo. La libera circolazione dei dati tra l'UE e il Giappone è un elemento essenziale per le imprese e rappresenta un risultato importante nell'ambito della strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica e nel partenariato digitale con il Giappone. In occasione del dialogo economico ad alto livello dell'ottobre 2023, l'UE e il Giappone hanno concluso un accordo sui flussi transfrontalieri di dati. Una volta ratificate, le disposizioni concordate saranno incluse nell'APE UE-Giappone.

Il 29º vertice UE-Giappone del luglio 2023 si è concentrato su un forte sostegno all'Ucraina, ha condannato le attività nucleari della Corea del Nord e ha promosso relazioni stabili con la Cina. I leader hanno posto l'accento sulla cooperazione in materia di sicurezza, compresi il settore marittimo e la cibersicurezza, e hanno ribadito il loro impegno a favore dell'azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. Hanno inoltre convenuto di rafforzare la collaborazione in materia di transizione verde, comprese l'efficienza energetica, l'idrogeno a basse emissioni di carbonio e le tecnologie di cattura del carbonio.

Il primo dialogo strategico UE-Giappone si è svolto nel novembre 2024 a livello di ministri degli Esteri. Il partenariato UE-Giappone in materia di sicurezza e difesa è stato concluso durante la riunione di Tokyo. Nel gennaio 2025, nell'ambito del partenariato per la sicurezza, si è svolto a Bruxelles il dialogo UE-Giappone sul disarmo e la non proliferazione.

Il secondo dialogo strategico UE-Giappone, tenutosi nell'aprile 2025, si è concentrato sull'approfondimento della cooperazione in materia di sicurezza e difesa alla luce delle sfide geostrategiche in evoluzione, tra cui questioni riguardanti il ciberspazio, la sicurezza marittima, la sicurezza spaziale e la lotta alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze di attori stranieri.

L'UE e il Giappone sono partner strategici che condividono gli stessi principi e hanno approcci simili alla regione indo-pacifica, convenendo sul fatto che un maggiore impegno dell'UE nella regione, unitamente a una cooperazione rafforzata con il Giappone e con altri partner che condividono la stessa linea, apporterebbe benefici. Vi è un interesse reciproco a incentivare la cooperazione sulla connettività, sulla sicurezza marittima, sull'ambiente e i cambiamenti climatici, sul commercio e gli investimenti, sulle questioni digitali, a promuovere il multilateralismo e a sostenere un ordine internazionale basato su regole.

Il Giappone e il mondo intero sono rimasti profondamente scossi dall'assassinio dell'ex primo ministro Shinzo Abe nel luglio 2022 a Nara, dove stava facendo campagna elettorale per le elezioni del 2022, tenutesi solo due giorni dopo per eleggere la metà della Camera alta per sei anni. Il Partito liberal-democratico ha aumentato di poco i suoi seggi e ha stabilito un nuovo record con il 28 % dei seggi vinti da candidate donne.

La coalizione di governo giapponese, guidata dal Partito liberal-democratico del primo ministro Shigeru Ishiba e dal suo alleato Komeito, ha perso la maggioranza nelle elezioni politiche tenutesi nell'ottobre 2024. L'opposizione, rappresentata dal Partito democratico costituzionale del Giappone, è stata la principale beneficiaria, conquistando 50 seggi e raggiungendo un totale di 148. I risultati elettorali riflettono un ampio malcontento dell'opinione pubblica per uno scandalo legato ai finanziamenti e per l'aumento dell'inflazione, generando incertezza sul futuro del governo giapponese e sulle sue prospettive economiche. Nel luglio 2025 il Giappone terrà le elezioni generali a medio termine della Camera dei consiglieri per eleggere metà dei seggi della Camera. Il Parlamento europeo e la Dieta giapponese stanno rafforzando il dialogo interparlamentare quale elemento centrale per migliorare le relazioni strategiche bilaterali UE-Giappone.

Tra le risoluzioni pertinenti figurano:

La 41a riunione interparlamentare UE-Giappone si è tenuta nel luglio 2023 a Strasburgo per discutere degli sviluppi politici, economici e sociali, della guerra della Russia contro l'Ucraina, delle questioni di sicurezza in Giappone, Asia orientale e sudorientale, del partenariato digitale UE-Giappone, della cooperazione in materia di ambiente ed energia e delle relazioni commerciali. È stata firmata una dichiarazione congiunta in cui si chiedono norme internazionali in materia di intelligenza artificiale.

La commissione AFET del Parlamento si è recata in Giappone nel luglio 2023. Si sono tenuti scambi sulla sicurezza globale, la cibersicurezza e la disinformazione, nonché sulla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina. La Dieta giapponese ha espresso serie preoccupazioni per la situazione della sicurezza di Taiwan. La 42a riunione interparlamentare UE-Giappone è prevista per maggio 2025 a Tokyo e Osaka.

Corea del Sud (Repubblica di Corea)

Le relazioni tra UE e Corea del Sud risalgono al 1997, anno in cui è stato firmato l'accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale. La Corea del Sud è uno dei 10 principali partner strategici dell'UE e il partenariato strategico UE-Corea del Sud si basa su tre pilastri principali, sostenuti da tre accordi fondamentali:

Il 10º vertice UE-Repubblica di Corea si è tenuto nel maggio 2023 a Seoul. I leader hanno convenuto di mantenere e aumentare la pressione collettiva sulla Russia, in particolare attraverso l'efficace attuazione delle sanzioni. L'UE e la Corea del Sud hanno invitato tutti i membri delle Nazioni Unite ad assumere una posizione unita e ferma contro il programma di armi illegali della Corea del Nord. I leader hanno inoltre discusso di promuovere la collaborazione in materia di semiconduttori, reti mobili di prossima generazione, calcolo quantistico e ad alte prestazioni, intelligenza artificiale e piattaforme digitali.

La 20ª riunione del comitato congiunto UE-Corea del Sud si è tenuta a Seul nel giugno 2024. Entrambe le parti hanno condannato fermamente l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, hanno ribadito la loro dedizione alla denuclearizzazione della penisola coreana e si sono impegnate a rafforzare le iniziative in materia di sicurezza e diritti umani. Le discussioni si sono inoltre incentrate sull'ampliamento dei partenariati verdi e digitali UE-Corea del Sud, sulla promozione degli scambi e degli investimenti e sul rafforzamento della collaborazione in materia di sanità, ricerca e cibersicurezza. Il settore scientifico e tecnologico avanzato della Corea del Sud, in particolare nei campi della robotica e dell'IA, offre opportunità per una maggiore cooperazione con l'UE. Il paese sta inoltre rafforzando la sua strategia in materia di cibersicurezza a seguito di gravi attacchi informatici, per i quali la responsabilità è stata attribuita in gran parte alla Corea del Nord.

Nel novembre 2024 l'UE e la Corea del Sud hanno firmato un partenariato bilaterale in materia di sicurezza e difesa volto a sviluppare e rafforzare il dialogo e la cooperazione su temi di sicurezza e difesa, tra cui la sicurezza marittima, la difesa spaziale, le questioni informatiche e la non proliferazione nucleare, nonché la lotta alle minacce ibride.

L'ottavo comitato misto UE-Corea per la cooperazione scientifica e tecnologica si è tenuto a Seoul nel marzo 2025 per esaminare le strategie di ricerca e innovazione. Le discussioni si sono incentrate sui progressi politici, sul prossimo accordo di associazione UE-Corea per il secondo pilastro di Orizzonte Europa e sulla cooperazione in settori critici quali l'IA, la tecnologia quantistica, l'assistenza sanitaria e la neutralità in termini di emissioni di carbonio.

L'UE e la Corea del Sud hanno portato a termine con successo i negoziati su un importante accordo sul commercio digitale, ribadendo il loro impegno a favore di norme commerciali digitali rigorose. Annunciato durante la 12 nel quadro dell'accordo di libero scambio UE-Corea, l'accordo mira a rafforzare la fiducia dei consumatori, a fornire chiarezza giuridica alle imprese e ad agevolare gli scambi di dati, prevenendo nel contempo gli ostacoli al commercio digitale. Tra gli aspetti chiave dell'accordo figurano i trasferimenti transfrontalieri di dati, le tutele della vita privata, i contratti elettronici e il commercio digitale di beni e servizi.

La Corea del Sud è l'ottavo partner commerciale dell'UE per quanto riguarda le merci, mentre l'UE è il terzo partner commerciale della Corea del Sud. Dall'entrata in vigore dell'ALS nel 2011, gli scambi commerciali tra i due paesi sono notevolmente aumentati, raggiungendo circa 130 miliardi di EUR nel 2023, pari a un aumento del 106 % rispetto al 2011. Tuttavia, in alcuni settori permangono sfide e l'UE chiede alla Corea del Sud di rimuovere i persistenti ostacoli alle importazioni di prodotti animali dell'UE e di ratificare la convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro sull'abolizione del lavoro forzato.

La Corea del Sud ha tenuto le elezioni presidenziali nel marzo 2022, vinte dal conservatore Yoon Suk-yeol dopo una campagna elettorale molto combattuta. Le elezioni locali si sono svolte nel giugno 2022 e hanno coinciso con le elezioni suppletive per i seggi vacanti all'Assemblea nazionale. Il partito di governo del presidente Yoon Suk-yeol ha vinto 12 delle 17 elezioni amministrative locali per l'elezione dei sindaci di grandi città e governatori provinciali, espandendo ulteriormente la sua influenza. Nell'aprile 2024 la Corea del Sud ha tenuto elezioni parlamentari, considerate un test di metà mandato per l'attuale amministrazione. Il Partito democratico di opposizione liberale, insieme a partiti di opposizione più piccoli, ha conquistato 192 dei 300 seggi dell'Assemblea nazionale, una sconfitta per il presidente Yoon Suk-yeol e il suo Partito del potere popolare.

Il presidente Yoon Suk-yeol ha imposto la legge marziale nel dicembre 2024, una decisione che è stata rapidamente annullata dal parlamento nel giro di sei ore. I parlamentari, tra cui esponenti del suo stesso partito, hanno votato all'unanimità (190 a 0) per annullare il provvedimento, sostenendo che il presidente avesse oltrepassato i limiti dei suoi poteri costituzionali. Una mozione di destituzione ha accusato Yoon Suk-yeol di ribellione, affermando che avrebbe fatto un uso improprio delle forze armate per reprimere l'autorità del Parlamento. Il presidente Yoon Suk-yeol è stato destituito e il veterano tecnocrata Han Duck-Soo è stato nominato presidente ad interim della Corea del Sud.

La Corea del Sud afferma che il Giappone deve ancora risarcire il paese per le perdite subite durante la Seconda guerra mondiale. Le relazioni rimangono tese, malgrado gli sforzi volti a ristabilire i legami nel quadro di un trattato siglato nel 1965. Una questione particolarmente controversa riguarda le "donne di conforto" (donne ridotte in schiavitù sessuale tra il 1932 e il 1945). La Corea del Sud, inoltre, ha espresso preoccupazioni circa i piani del Giappone di rilasciare nell'Oceano Pacifico l'acqua contaminata proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima, il che si ripercuoterà negativamente sulla vita marina e, di conseguenza, sull'industria ittica.

Tra aprile e settembre 2018 si sono svolti tre vertici intercoreani per la denuclearizzazione, ma il dialogo e la cooperazione si sono arrestati dopo il vertice di Hanoi tra Stati Uniti e Corea del Nord del 2019 e sono ulteriormente peggiorati nell'agosto 2019 a seguito di un'esercitazione militare congiunta Stati Uniti-Corea del Sud. Le tensioni sono culminate con il lancio di missili a corto raggio da parte della Corea del Nord nel marzo 2020 e con l'esplosione in giugno 2020 dell'ufficio di collegamento intercoreano dell'UE a Kaesong e la morte di un cittadino sudcoreano in territorio nordcoreano.

La Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno ripreso le esercitazioni militari congiunte nell'agosto 2022, in seguito alla decisione del presidente Yoon Suk-yeol di aumentare la deterrenza. In precedenza, gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone avevano partecipato a un'esercitazione di difesa contro i missili balistici al largo delle Hawaii nella primavera del 2022, a dimostrazione del miglioramento delle relazioni tra Seoul e Tokyo. Gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone hanno condotto le più grandi esercitazioni navali congiunte di sempre nel gennaio 2024, in una dimostrazione di forza contro la Corea del Nord. Nel gennaio 2024 l'esercito sudcoreano ha dichiarato che non esiste più una zona di non ostilità.

Il Parlamento europeo è estremamente preoccupato per le relazioni intercoreane. L'UE sostiene una soluzione diplomatica alla crisi nucleare coreana e intende proseguire la sua strategia di "impegno critico". Il Parlamento è l'unica istituzione dell'UE a intrattenere relazioni formali con la Corea del Nord.

Per quanto riguarda il dialogo parlamentare, l'ultima riunione interparlamentare si è svolta nel 2022 a Seoul. Le discussioni si sono incentrate sulle relazioni commerciali ed economiche, sugli sforzi congiunti per combattere i cambiamenti climatici e sostenere la transizione energetica, sulla politica digitale e sulla situazione dei diritti umani in Corea del Nord.

Corea del Nord (Repubblica popolare democratica di Corea)

L'UE adotta una politica di "impegno critico" nei confronti della Corea del Nord, che coniuga sanzioni e comunicazione aperta. Le relazioni sono limitate, in assenza di trattati bilaterali in vigore. La cooperazione allo sviluppo dell'UE si concentra sulla sicurezza alimentare e sugli aiuti umanitari, nel rispetto delle sanzioni politiche e delle restrizioni imposte dalle Nazioni Unite. Sei Stati membri dell'UE hanno ambasciate a Pyongyang, mentre altri hanno ambasciatori per l'intera penisola coreana con sede a Seoul. La chiusura delle frontiere della Corea del Nord nel 2020 ha ostacolato la rotazione del personale diplomatico.

Le sanzioni dell'UE contro la Corea del Nord, adottate in risposta alle attività di sviluppo di armi nucleari e missili balistici del paese, sono le più dure attuate contro qualsiasi paese. L'UE ha attuato tutte le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ha introdotto un proprio regime di sanzioni autonome, che integra e rafforza le sanzioni delle Nazioni Unite. Nel settembre 2020 l'Unione ha condotto un quarto ciclo di incontri con i paesi non UE, incoraggiandoli a dare piena attuazione alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Uniti. Nel marzo 2021 l'UE ha annunciato l'imposizione di sanzioni contro la Corea del Nord per violazioni dei diritti umani, per la prima volta nel quadro del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani. L'elenco comprende due ministri, nonché l'ufficio del procuratore generale centrale per aver sostenuto attività di repressione. Nel dicembre 2022 l'UE ha adottato nuove sanzioni nei confronti di otto persone e quattro entità a causa del loro coinvolgimento in programmi balistici e nucleari nordcoreani e dell'elusione delle sanzioni internazionali. Nel maggio 2024 l'UE ha introdotto nuove sanzioni nei confronti di sei persone e tre entità della Corea del Nord per il loro coinvolgimento nell'elusione delle sanzioni e nel sostegno agli sforzi militari della Russia nella guerra contro l'Ucraina.

La Corea del Nord ha intensificato il suo programma nucleare nel 2017, aumentando le tensioni con Stati Uniti e Corea del Sud. Sebbene la politica degli Stati Uniti sia stata quella di esercitare la massima pressione, l'ex presidente sudcoreano Moon Jae-in si è impegnato in una riduzione dell'escalation e ha incontrato il leader nordcoreano Kim Jong-un tre volte nel 2018. Tuttavia, dopo il fallito vertice di Hanoi del 2019 tra il presidente Trump e Kim Jong-un, le tensioni e la sfiducia sono aumentate. Dal luglio 2021, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha riferito di un aumento dell'attività nucleare presso il Centro di ricerca nucleare di Yongbyon, con un reattore sperimentale da cinque megawatt. Da settembre 2021, la Corea del Nord ha condotto test con nuovi missili da crociera a lungo raggio che possono volare più in basso e con traiettorie molto piatte, il che li rende difficili da intercettare. Ha condotto i suoi più grandi test sui missili balistici nel 2022, dimostrando che i suoi missili intercontinentali potrebbero raggiungere gli Stati Uniti. Le tensioni sono state accentuate nel marzo 2022 dal lancio, da parte della Corea del Nord, di un nuovo tipo di missile balistico intercontinentale (ICBM), Hwasong-17, il suo missile più grande fino ad oggi, la cui altitudine supera quella di qualsiasi precedente missile balistico intercontinentale testato, raggiungendo i 6 000 km. La Corea del Sud sta rafforzando le sue capacità difensive e la cooperazione militare con gli Stati Uniti, partecipando anche a esercitazioni militari congiunte su larga scala e dispiegando ulteriori sistemi di difesa antimissile statunitensi. La strategia della Corea del Nord è quella di costringere gli Stati Uniti a riaprire i negoziati su sanzioni e aiuti umanitari.

Il ritorno della Corea del Nord ai test missilistici nel 2022, insieme all'invasione russa dell'Ucraina, rappresenta una grande sfida per il presidente sudcoreano Yoon Seok-yeol, che sta adottando un approccio intransigente. La Corea del Nord ha continuato a lanciare missili balistici nel 2023 e nel 2024, raggiungendo velocità ipersoniche comprese tra 5 e 10 volte la velocità del suono nella fase terminale, consentendo loro di eludere il rilevamento e le difese missilistiche.

Nel settembre 2022, l'Assemblea popolare suprema della Corea del Nord ha approvato una legge che rende irreversibile lo status nucleare del paese e consente attacchi nucleari preventivi se viene rilevato un attacco imminente. Nel settembre 2023 la Corea del Nord ha modificato la propria costituzione per rafforzare ed espandere la sua forza nucleare, mentre il leader Kim Jong-un ha sottolineato che la crescente cooperazione tra Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone è "la peggiore minaccia effettiva" che la nazione isolata si trova ad affrontare.

Il leader supremo Kim Jong-un ha ordinato una modifica della costituzione nordcoreana nel gennaio 2024, eliminando l'obiettivo di un'unificazione pacifica con la Corea del Sud e trattandola come un paese ostile e distinto, escludendo così l'unificazione pacifica dalla politica ufficiale. Questo cambiamento di politica va di pari passo con un rinnovato sostegno da parte della Cina e della Russia.

Alla fine del 2024 è stato segnalato lo spiegamento di truppe nordcoreane a sostegno delle forze russe in Ucraina. Circa 10 000 soldati nordcoreani sarebbero stati posizionati nel Kursk e lungo il confine della Russia con l'Ucraina, segnando un'escalation significativa nel coinvolgimento della Corea del Nord nel conflitto.

Nel gennaio 2025 la Corea del Nord ha condotto un test di un sistema missilistico da crociera, il terzo atto dimostrativo di forza militare registrato nello stesso mese. Il test, sotto la supervisione di Kim Jong-un, comprendeva missili mare-terra potenzialmente equipaggiabili con testate nucleari. In risposta alle esercitazioni militari condotte da Stati Uniti e Corea del Sud, la Corea del Nord ha promesso una forte reazione e ha manifestato l'intenzione di continuare a testare le armi e di mantenere un approccio conflittuale, nonostante gli sforzi del presidente Trump di riavviare un dialogo diplomatico con Kim Jong-un.

L'UE ha condannato i lanci di missili, invitando la Corea del Nord a rispettare i suoi obblighi ai sensi delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ad astenersi da qualsiasi azione che comprometta l'ambiente per perseguire la diplomazia e il dialogo. L'UE è impegnata a favore della denuclearizzazione. Fino a quando la Corea del Nord non rispetterà i propri obblighi ai sensi delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l'UE continuerà ad applicare le sanzioni in modo rigoroso, incoraggiando nel contempo la comunità internazionale a fare altrettanto.

La delegazione per le relazioni con la penisola coreana (DKOR) è stata istituita nel 2004. Da allora, il Parlamento, mediante la suddetta delegazione, è l'unica istituzione dell'UE a intrattenere relazioni diplomatiche formali con la Corea del Nord. Le riunioni interparlamentari con l'Assemblea popolare suprema sono state poco frequenti. Sebbene la delegazione del Parlamento abbia inizialmente cercato di mantenere aperti i canali di comunicazione, gli sviluppi politici e militari nella Corea del Nord, in particolare i suoi test nucleari e balistici, hanno reso meno sostenibile l'avvicinamento della delegazione alla Corea del Nord. Le riunioni periodiche della DKOR si sono concentrate sulle relazioni intercoreane e sulla situazione della sicurezza nella penisola coreana. La DKOR incontrerà i rappresentanti delle parti coinvolte nei "colloqui a sei" per comprendere meglio la posizione e le linee guida di ciascuna parte e per verificare se vi sia margine per negoziati volti a ridurre le tensioni.

Il Parlamento ha approvato diverse risoluzioni che condannano i programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord. Nell'aprile 2022 il Parlamento ha approvato una risoluzione sulla situazione dei diritti umani in Corea del Nord, compresa la persecuzione delle minoranze religiose.

 

Jorge Soutullo / Samuel Cantell / Airis Meier / Cristina Stanculescu